Vaccini, gli italiani ReiThera e Takis pronti a cambiare e diventare come Pfizer

Le aziende di Castel Romano potrebbero riconvertire il loro preparato dal sistema a vettore virale a un più sicuro mRna

Seppur sia stata accertata l’elevata rarità, il legame con gli eventi avversi di trombosi con basso livello di piastrine hanno messo in forte discussione i vaccini contro il Covid-19 sviluppati da Johnson&Johnson e AstraZeneca. I due farmaci hanno in comune il fatto di essere entrambi “a vettore virale”, la stessa caratteristica condivisa con il vaccino in corso di sviluppo in Italia dalla Reithera e dalla Takis, che per questo motivo starebbero riflettendo di virare verso il sistema più sicuro del mRna.

Covid, il vaccino italiano vira sul modello Pfizer? L’ipotesi

Questo modello a Rna messaggero proprio dei vaccini di Pfizer e Moderna non avrebbe fino ad ora provocato effetti collaterali di rilievo, come quelli registrati, anche se in casi eccezionali, dopo la somministrazione del prodotto di AstraZeneca.

Lo ha confermato anche Aifa spiegando come per i farmaci a mRna “al momento non sono stati identificati analoghi segnali di rischio” di trombosi rare.

E lo sostiene anche immunologo della Emory University di Atlanta, Guido Silvestri: “Visti i dati al momento disponibili, se proprio si vuole investire in modo massiccio su un vaccino italiano contro il Covid sarebbe stato opportuno farlo per un vaccino a Rna piuttosto che a vettore adenovirale”.

ReiThera potrebbe così pensare di mettere in parallelo alla produzione del proprio farmaco anti-Covid, con la tecnologia più classica del vettore virale, il sistema più innovativo e meno rischioso, sul quale anche la Commissione europea chiede di puntare di più.

Covid, il vaccino italiano vira sul modello Pfizer? Gli ostacoli di ReiThera e Takis

L’azienda di Castel Romano ha investito per il vaccino italiano finora 12 milioni di euro e attende un finanziamento industriale e per la ricerca da 81 milioni da parte di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti del ministero dello Sviluppo economico.

Risorse che potrebbero non bastare ad acquistare bioreattori e reagenti chimici specifici per la tecnologia a Rna messaggero, per lo sviluppo della quale servirebbero dagli 8 ai 10 mesi.

L’altra azienda presente a Castel Romano in fase 1 della sperimentazione sul vaccino anti-Covid è la biotech Takis, che tramite le parole dell’amministratore delegato e direttore scientifico Luigi Aurisicchio sostiene di avere le competenze adatte per produrre un farmaco ad mRna, ma che per farlo servono fondi, tempo e mezzi che al momento scarseggiano: “La mia stima è che servano 10 mesi per iniziare a produrre” è la previsione di Aurisicchio.

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