Non solo vaccini. Due farmaci “da taschino” trasformeranno il Covid in un raffreddore

Da mesi ormai si parla di come il Covid rimarrà con noi, probabilmente a lungo. Una forma endemica simil-influenzale, non grave. Ecco come funzionano Molnupiravir e AT-527

Da mesi ormai si parla di come il Covid rimarrà con noi, probabilmente a lungo. Una forma endemica simil-influenzale, con cui gradualmente, da vaccinati, impareremo a convivere. Necessariamente. Il virus responsabile della Covid-19 potrebbe infatti diventare come tanti altri coronavirus con cui conviviamo ogni giorno e che causano sintomi lievi.

Il Covid diventerà un banale raffreddore?

L’infezione, domani, potrebbe iniziare a colpire in particolare i bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni, per poi ripresentarsi in età adulta ma in forma attenuata, come molte malattie dell’infanzia. A dirlo era stato, tra i primi, uno studio pubblicato su Science dai ricercatori della Emory University e e della Penn State University, negli Stati Uniti.

I ricercatori avevano analizzato i dati epidemiologici e immunologici di 6 tipi di coronavirus umani, ovvero quello della Sars, quello della Mers e altri quattro diventati ormai endemici, cioè diffusi tra la popolazione, con bassi livelli di circolazione e sintomi modesti. Tre gli aspetti immunologici presi in considerazione: la suscettibilità alla reinfezione, l’attenuazione della malattia e la sua trasmissibilità in caso di seconda infezione.

Una volta che il Sars-Cov-2 sarà diventato endemico, secondo il modello matematico studiato, il tasso di letalità di Covid-19 dovrebbe scendere al di sotto di quello dell’influenza stagionale. La minaccia del Coronavirus è infatti rappresentata dal fatto che il sistema immunitario degli adulti non è “allenato” a combatterlo. Per questo, più persone saranno esposte a questo agente patogeno e al vaccino, più in fretta il nostro organismo sarà in grado di riconoscere il virus, che circolerà ovunque, e annientarlo.

Questi importantissimi studi potrebbero velocizzare questa trasformazione, rivoluzionando radicalmente le cure contro il Covid. Secondo quanto analizzato dagli scienziati, due farmaci anti-virali attualmente in fase di sperimentazione avanzata, potentissimi, potrebbero distruggere il Covid.

Se tutto andrà bene, potrebbero già essere commercializzati dal prossimo autunno. Ad anticiparlo su La Stampa è il virologo e responsabile del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Amedeo di Savoia di Torino, Giovanni Di Perri. “Sono farmaci in grado di bloccare sul nascere la gravità dei sintomi da Sars Cov-2”, e per questo straordinariamente promettenti.

Cos’è e come agisce il Molnupiravir contro il Covid-19

Il primo farmaco, orale, si chiama Molnupiravir e potrebbe essere efficace nel trattamento dei pazienti Covid, ma quelli esclusivamente non ospedalizzati. Molnupiravir (noto anche come EIDD-2801/MK-4482) è già in fase avanzata e potrebbe passare prestissimo alla Fase 3.

Come QuiFinanza vi aveva anticipato qui, questo antivirale sarebbe quindi in grado di attaccare il virus nei pazienti a casa, sopprimendo completamente la trasmissione del virus entro 24 ore. Ad oggi, sarebbe la prima dimostrazione di un farmaco disponibile per via orale in grado di bloccare rapidamente la trasmissione di SARS-CoV-2.

A provarlo sono stati a dicembre scorso i ricercatori dell’Istituto di Scienze biomediche della Georgia State University. Gli scienziati guidati dal prof. Richard Plemper avevano già nei mesi scorsi segnalato lo sviluppo di un inibitore dei virus influenzali efficace per via orale, il Molnupiravir appunto, che è stato riproposto per l’uso contro il SARS-CoV-2.

In particolare, ne hanno indagato l’efficacia somministrandolo terapeuticamente per mitigare l’infezione da SARS-CoV-2 e bloccandone la trasmissione nei furetti, che trasmettono il virus in modo simile alla popolazione umana giovane-adulta. “Quando abbiamo ospitato nella stessa gabbia gli animali infetti e poi trattati con furetti non trattati, nessuno dei contatti è stato infettato”, ha spiegato il coautore Josef Wolf. Per contro, tutti i contatti di furetti che avevano ricevuto placebo sono stati infettati.

Il trattamento terapeutico negli animali infetti con Molnupiravir due volte al giorno ha ridotto significativamente il carico di SARS-CoV-2 nel tratto respiratorio superiore e ha completamente soppresso la diffusione del virus nei confronti degli animali da contatto non trattati.

Poiché il farmaco può essere assunto per via orale, il trattamento può essere avviato precocemente e portare un beneficio potenzialmente triplo: inibire il progresso dei pazienti verso una forma grave di Covid, abbreviare la fase infettiva per alleviare il costo sociale, economico e psicologico dell’isolamento prolungato del paziente, e ridurre rapidamente i focolai locali.

Cos’è e come agisce AT-527 contro il Covid-19

Il secondo farmaco che potrebbe cambiare le regole del gioco per ora è solo una sigla: AT-527. Si tratta di un medicinale sviluppato per il trattamento dell’epatite C da Atea Pharmaceuticals e Roche. In questo momento lo studio clinico è in Fase 2, ma sta per passare in Fase 3.

Si tratta di un farmaco antivirale ad azione diretta somministrato per via orale per il trattamento di pazienti con Covid-19. L’AT-527 è progettato per inibire la replicazione virale interferendo con l’RNA polimerasi virale, un componente chiave nel meccanismo di replicazione dei virus a RNA, come i coronavirus umani.

L’AT-527 ha dimostrato tollerabilità clinica e una potente attività antivirale nei pazienti con infezione da HCV, nonché un profilo farmacocinetico umano favorevole. Con una potente attività in vitro contro i coronavirus umani, l’AT-527 è ora in fase di valutazione per il trattamento del Covid in collaborazione con Roche, partner strategico di Atea per questo programma.

Il punto di partenza è che gli antivirali orali, sicuri e ad azione diretta, possano svolgere un ruolo essenziale in tutto il mondo. Il valore e l’impatto sulla salute globale di un antivirale ad azione diretta è quello di inibire rapidamente la replicazione virale nella fase iniziale dell’infezione, che ha l’effetto di ridurre la progressione della malattia e limitare la diffusione dell’infezione.

Vaccini, ma anche cure. Meglio se domiciliari

Sebbene i vaccini giocheranno un ruolo essenziale nel mitigare la pandemia, è necessario agire anche sul fronte delle cure. Possibilmente domiciliari per non sovraccaricare inutilmente gli ospedali. Anche in Italia finalmente il Senato ha approvato all’unanimità la decisione di adottare un nuovo protocollo uniforme per le cure a casa, per assistere i pazienti sin dai primissimi sintomi, intervenendo tempestivamente ed evitando così centinaia di ricoveri ospedalieri (qui l’approfondimento di QuiFinanza).

Per curare i pazienti che aspettano il vaccino e per i pazienti per i quali il vaccino non crea un’immunità protettiva, gli antivirali ad azione diretta sono e rimarranno un complemento essenziale dei vaccini.

“La ricerca va avanti, l’effetto rivoluzionario di questi due farmaci è semplice”, spiega Di Perri. “Sono farmaci da taschino, possiamo portarli con noi in ogni momento”. Sarà dunque grazie a loro che il Covid diventerà endemico, senza più stravolgere le nostre vite e costringerci a restrizioni, e senza dover più assistere al bollettino di contagi e decessi quotidiano.

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