Vaccini Covid, Sputnik V: come e dove parte la sperimentazione in Italia?

Il presidente della regione Lazio ha annunciato l'inizio dei test sul preparato russo all'Istituto Spallanzani

All’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma partirà a breve la sperimentazione di quella che potrebbe essere la quinta arma contro il Covid-19: il vaccino russo Sputnik V. Lo ha annunciato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti comunicando che a giorni sarà stretto un accordo per l’inizio delle ricerche.

Covid, via alla sperimentazione in Italia del vaccino Sputnik: l’annuncio

Si tratta di una “sperimentazione in forma scientifica“, ha precisato il governatore, “in attesa ovviamente di autorizzazione formale dell’Ema per quanto riguarda lo studio sulle varianti”.

Il preparato contro il Covid-19 è infatti ancora in fase di valutazione da parte dell’Agenzia europea del farmaco, che ha ricevuto richiesta formale di approvazione soltanto nelle ultime settimane.

Il vaccino di stato russo è da tempo al centro del dibattito a livello politico e sanitario riguardo la sua efficacia e sicurezza, documentata per adesso a livello internazionale soltanto da una pubblicazione sulla rivista scientifica The Lancet.

Covid, via alla sperimentazione in Italia del vaccino Sputnik: l’accordo

“Questa è un’altra buona notizia che ci permette di fare un salto in avanti sull’approvvigionamento del vaccino”, ha comunque affermato Zingaretti.

L’annuncio segue di un paio di settimane la videoconferenza tra l’Istituto per le malattie infettive di Roma, il Centro nazionale di ricerca epidemiologica e microbiologia russo N.Gamaleya e il Fondo Russo di Investimento.

Durante l’incontro sono stati presentati i risultati di un recente studio effettuato in Argentina, secondo il quale il vaccino Sputnik “ha confermato la produzione di anticorpi neutralizzanti nel sangue del 100% delle persone vaccinate con Sputnik V”.

L’assessore regionale alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato, inoltre, ha chiesto nelle scorse settimane al governo di “valutare tra l’altro la possibilità di produrre anche in Italia il vaccino russo”. Un’opzione sospinta da più parti politiche e portata avanti nel nostro Paese dal Fondo Russo di Investimento tramite il tentativo di sottoscrizione di accordi con aziende private che posseggano la tecnologia per la produzione dello Sputnik V. A Colnago, in Brianza, la società italo-svizzera Adienne Pharma&Biontech ha già firmato un accordo per la fabbricazione del vaccino russo.

Due gli obiettivi principali dei rappresentanti del governo russo: preparare le dosi così da essere pronti alla distribuzione in Europa del vaccino al momento dell’approvazione dell’Ema e accrescere la produzione per soddisfare la domanda di fiale dei circa 40 Paesi già riforniti in tutto il mondo, tra i quali anche, nella nostra stessa Penisola, San Marino.

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