Covid, pronto il Piano vaccini: quante dosi e quando parte

Il ministro della Salute ha presentato a Palazzo Chigi il Piano di vaccinazione per il Covid-19, con date e numero di dosi

Il Piano vaccini anti Covid-19 è pronto ed è il ministro della Salute Roberto Speranza a presentarlo: saranno predisposte 202 milioni di dosi disponibili dal primo trimestre 2021 e le prime somministrazioni potrebbero partire già dal 29 gennaio. Il vaccino Pfizer, quello in fase più avanzata, arriverà tra il 23 e il 26 gennaio.

Le dosi andranno ai 300 punti individuati, che sono direttamente gli ospedali. In base alle specificità di ogni vaccini ogni iniezione, “ha bisogno di richiamo e non sappiamo quanto a lungo possa durare l’immunità” ha detto il ministro.

Speranza ha così esposto il Piano al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai capigruppo di maggioranza, prima di portarlo in Parlamento.

Covid, pronto il Piano vaccini: le prime dosi

Secondo la tabella di marcia programmata dal ministero della Salute il 29 dicembre è attesa l’autorizzazione al vaccino di Pfizer che dovrebbe arrivare dall’Ema. L’ente regolatore europeo E, a seguire, anche quella per le altre due case farmaceutiche da cui acquisterà fiale l’Italia.

La previsione è che il 29 gennaio potrebbe partire la campagna per la vaccinazione elaborata dal ministero della Salute.

Le prime dosi saranno destinate al personale medico e sanitario e alle Rsa. Secondo il criterio delle fasce d’età saranno gli ultra 80enni i primi ad essere vaccinati poi la fascia 60/70 anni e successivamente le altre categorie, come i lavoratori per attività essenziali, compresi coloro che operano all’interno della scuola.

Le somministrazioni di massa saranno effettuate in grandi spazi pubblici come palestre o fiere. La gestione sarà comunque centralizzata a livello statale e non regionale e le dosi sarà distribuito secondo criteri medici e scientifici.

Covid, pronto il Piano vaccini: nessun obbligo

Non dovrebbe essere imposto nessun obbligo di vaccinazione, secondo quella che dovrebbe essere l’indirizzo al momento del governo.

Le dosi verranno invece distribuite su base volontaria, convincendo il più possibile la popolazione con una vasta campagna informativa e di persuasione per arrivare ad un’immunità di gregge che comprende un minimo di 40 milioni di italiani.

Il piano di vaccinazione sarà valutato di tre mesi in tre mesi fino ai primi mesi del 2022, per monitorare l’evoluzione della pandemia in parallelo al procedere delle somministrazioni delle dosi.

Per tenere sotto controllo entrambi gli aspetti, verrà progettato un sistema informativo dedicato, in rete con i sistemi regionali, che sarà come una sorta di database delle vaccinazioni per il quale dovrebbe essere anche coinvolto l’esercito.

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