Covid, primi vaccini autorizzati in Europa per gennaio: le garanzie dell’Ema

L'ex direttore dell'Ema assicura che la velocità nello sviluppo dei vaccini anti-Covid non interferirà sui protocolli di approvazione, che annuncia già per gennaio

Non solo negli Stati Uniti, l’autorizzazione per la distribuzione dei vaccini contro il Covid-19 corre veloce anche in Europa, con il traguardo previsto per gennaio 2021. Lo ha anticipato Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Ema, proprio l’Agenzia Europea dei Medicinali preposta all’autorizzazione dei farmaci nel continente.

Covid, primi vaccini autorizzati in Europa per gennaio: le parole di Rasi

“Nell’arco del 2021 avremo 6 o 7 vaccini e sono ragionevolmente ottimista che per fine gennaio ne avremo già 3 con l’autorizzazione e pronti per essere rilasciati. La palla poi passerà alle strutture locali e stati membri per non vanificare la corsa veloce che si è fatta” ha detto il medico intervenendo all’incontro ‘Unione europea alla sfida del Covid-19’, webinar organizzato dal Parlamento Europeo.

Durante il seminario Rasi ha sottolineato come le attività di verifica sui candidati all’autorizzazione da parte dell’Ema procedono passo passo da diverso tempo: “Sui vaccini anti-Covid – ha sottolineato Rasi – stiamo lavorando da circa un anno. Abbiamo adottato la rolling review e non a caso gli sviluppatori che hanno accolto il nostro invito sono Pfizer, AstraZeneca e Moderna, i 3 di cui si sta parlando in questi giorni”.

L’ex direttore dell’Agenzia ha garantito come i vaccini contro il coronavirus” avranno una sicurezza identica a quella che hanno tutti i vaccini approvati da quando l’Ema esiste”.

Covid, primi vaccini autorizzati in Europa per gennaio: le garanzie sulla sicurezza

In particolare il medico ha voluto assicurare il rispetto di tutte le procedure di sicurezza, anche in risposta alle le polemiche suscitate dalle parole del virologo Andrea Crisanti, che si è detto scettico sull’efficacia di un vaccino approvato in così poco tempo, dichiarando che “senza dati a disposizione, io non farei il primo vaccino che dovesse arrivare a gennaio”.

“La qualità del vaccino contro il morbillo e di quelli contro il Covid – ha precisato Rasi – viene analizzata con lo stesso metodo, le stesse persone e gli stessi mezzi. Non c’è una sicurezza diversa. Se riscontrassimo dati che insospettiscono l’accelerazione si bloccherebbe, come abbiamo già visto con i due stop nei mesi scorsi“.

Assicurazioni che vanno nella stessa direzione della risposta del presidente del Consiglio superiore di Sanità e componente del Cts, Franco Locatelli: “L’Unico modo, a parte il lockdown, per riuscire a liberarsi del Covid – ha spiegato – è creare immunità di gregge. Quindi è fondamentale la vaccinazione, come dovere morale verso se stessi e verso gli altri. Se ci fosse il primo vaccino oggi in Italia lo farei senza la minima esitazione“.

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