Covid, quanto può durare l’immunità dopo il vaccino: la nuova scoperta

Fonti dell'Ema hanno spiegato che la protezione garantita dal vaccino potrebbe superare i sei mesi

Uno dei grandi temi della vaccinazione in tempo di pandemia è la durata della protezione dopo la somministrazione delle due dosi: su quanto si rimanga immuni una volta completato il ciclo vaccinale non si è sbilanciato ancora nessuno. Fonti dell’Ema, però, hanno spiegato che gli anticorpi probabilmente potrebbero restare nell’organismo oltre i 6 mesi paventati all’inizio.

Covid, quanto può durare l’immunità dopo il vaccino

L’Ema hanno sottolineato che non si conosca con precisione la durata della protezione dal Covid-19 dopo la vaccinazione. Ci sono dati relativi alla risposta immunitaria, che mostrano come gli anticorpi rimangano fino ad almeno 6 mesi, ma secondo una fonte dell’Agenzia europea del farmaco la protezione potrebbe durare fino a un anno.

La durata della protezione dipende da alcuni fattori: in primis dalla quantità di anticorpi, poi dalla memoria immunitaria e infine dalla comparsa di nuove varianti che potrebbero mettere alla prova il vaccino somministrato. La stessa fonte dell’Ema, comunque, ha aggiunto che i vaccini sin qui approvati “hanno il potenziale di coprire in modo significativo anche le varianti che circolano e in base ai dati preliminari probabilmente riusciranno a essere effettivi almeno un anno”.

La durata dell’immunità è un’informazione fondamentale per capire quando somministrare il vaccino di richiamo. La fonte dell’Ema ha inoltre aggiunto che se due giovani che hanno completato il ciclo vaccinale si incontrato, questi possono vedersi senza l’obbligo di indossare la mascherina: “È quello che ci aspettiamo che succeda in futuro su larga scala, ovvero che la maggior parte della popolazione europea venga vaccinata in modo tale che tra vaccinati non ci sia più bisogno di usare sempre la mascherina”.

Covid, a maggio potrebbe arrivare la svolta sul vaccino Sputnik

Intanto l’Ema ha iniziato a guardare con interesse il vaccino russo, Sputnik. Il ministro della Sassonia, Michael Kretschmer, ha scritto su Twitter che la Germania è interessata ad acquistarne 30 milioni di dosi. L’Ema, dal canto suo, ha annunciato che effettuerà delle ispezioni ai siti produttivi del vaccino, necessarie per l’approvazione.

Il vaccino Sputnik usa due vettori virali simili a quelli di AstraZeneca e Johnson & Johnson: l’Ema vuole quindi valutarne i dati per capire se ci siano analoghi eventi avversi. Nel frattempo, l’Agenzia europea del farmaco le ispezioni degli studi clinici forniti dalla Russia.

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