Il Covid si diffonde prima tra gli adolescenti, un nuovo studio preoccupa

La riapertura delle scuole preoccupa, potrebbe scatenare di nuovo la nascita di nuovi focolai

Mentre si parla di riapertura delle scuole e di ritorno alla normalità anche per i più piccoli, bloccati in casa durante il lockdown e costretti a rifarsi sulla didattica a distanza, gli esperti si interrogano su come questa decisione possa influenzare o meno il diffondersi del Coronavirus. Con il ritorno in classe, quindi, i ricercatori si sono interrogati sui rischi che bambini e adolescenti correrebbero se venissero esposti al contagio e, purtroppo, sono arrivati a una conclusione preoccupante.

Il Covid si diffonde più velocemente tra gli adolescenti: cosa dice il nuovo studio coreano

Secondo uno studio condotto in Corea del Sud, come riporta il New York Times, su un campione di 65 mila persone, i bambini di età inferiore ai 10 anni hanno probabilità minori di trasmettere il virus agli altri (anche se il rischio non è zero), ma il vero problema è rappresentato dagli adolescenti, quelli di età compresa tra i 10 e i 19 anni, tra i quali il virus si diffonde prima, con maggiore velocità rispetto agli adulti.

Immaginando una scuola con classi di età diversa, dunque, anche gli alunni più piccoli, che quindi hanno meno probabilità di contrarre il Covid, potrebbero ammalarsi dopo essere entrati in contatto con compagni di scuola più grandi.

I risultati dello studio inevitabilmente preoccupano, poiché portano a un’unica conclusione, ovvero: se fino ad ora i bambini sono stati poco esposti al rischio, quando le scuole riapriranno le amministrazioni locali potrebbero ritrovarsi a fare i conti con gruppi di infezione che includono adolescenti di tutte le età. È questo l’avvertimento degli esperti.

Riapertura scuole, importante prepararsi a gestire nuovi focolai

Secondo Michael Osterholm, esperto di malattie infettive dell’Università del Minnesota, è sbagliato considerare i bambini “immuni” ma, al contrario, dobbiamo abituarci all’idea che una seconda ondata di contagi coinvolgerà anche i più piccoli. A partire da questa consapevolezza, dunque, i governi dovrebbero agire con anticipo, stilando piani di intervento che tengano conto di questa eventualità.

Sul perché il Covid si diffonda più velocemente tra gli adolescenti i ricercatori hanno avanzato delle ipotesi. È possibile, è stato detto, che ciò si verifica perché si tratta di una fascia di età che inizia ad avere abitudini adulte (uscire, socializzare, stare fuori di casa etc.) ma presenta comunque un basso tasso di maturità, a partire dalla poca attenzione nei confronti della propria igiene personale rispetto alle persone più grandi.

Sebbene il nuovo studio non offra risposte definitive, inoltre, i suoi dati indicano comunque che le scuole possono aumentare le probabilità di diffusione del virus all’interno di una comunità. È importante quindi che venga garantito a bambini e adolescenti il diritto allo studio ma, come ha specificato il dottor Osterholm, ogni scuola deve sviluppare un programma di intervento di emergenza in caso di nuovi focolai, perché è molto probabile che questo accadrà.
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