Covid, un bracciale smart prevede i sintomi: come funziona

Un braccialetto messo a punto dai ricercatori dell'Università del Texas rileva la tempesta di citochine che avviene nei pazienti con l'infezione da coronavirus e può avere esiti mortali

I pazienti Covid che rischiano di più sono quelli con un sistema immunitario perfettamente funzionante che sviluppano l’ipercitochinemia, nota anche come tempesta di citochine. Si tratta di una risposta infiammatoria dell’organismo molto importante e potenzialmente fatale, osservata come effetto di diverse infezioni, dall’influenza all’aviaria, che può causare danni permanenti agli organi e quadri clinici molto gravi. Questa prima reazione del corpo ai virus potrebbe essere prevista con largo anticipo da un sensore inventato dall’équipe della dottoressa Shalini Prasad, dell’Università del Texas a Dallas.

La nuova trovata tecnologica potrebbe permettere ai medici di somministrare in tempo farmaci steroidei e altre terapie non appena i livelli delle citochine iniziano ad aumentare, riducendo non solo i decessi causati da Covid-19 ma anche i ricoveri in ospedale. Infatti non sarebbe più necessario ricorrere agli esami del sangue per monitorare lo stato del paziente. Gli scienziati hanno scoperto che è possibile prevedere la tempesta attraverso la sudorazione.

Covid, come funziona il bracciale contro la tempesta di citochine

Per questo hanno creato un dispositivo indossabile, molto simile a un bracciale, che raccoglie campioni di sudore mentre viene indossato e invia i dati a uno smartphone o ad altri dispotivi simili, come i tablet. Il sensore ha al suo interno degli anticorpi contro sette proteine che indicano la risposta infiammatoria del paziente: la interleuchina 6, la interleuchina 8 e la interleuchina 10, il fattore di necrosi tumorale TNF-α, la Trail, la Cxcl10 e la proteina C-reattiva.

Se queste proteine vengono rilevate dai sensori a contatto con la pelle, questi inviano una scarica di corrente al lettore che fa suonare il telefono, collegato attraverso un’apposita applicazione.

Secondo quanto emerso dai primi studi condotti dai ricercatori su due gruppi, uno con pazienti sani e uno con pazienti positivi, i risultati sarebbero in linea con quanto emerso dalle analisi del sangue, e ritenuti dunque molto attendibili. Il Swetsenser Dx, come è stato chiamato il dispositivo, sarebbe stato addirittura capace di rilevare quali individui stavano facendo in quel momento una cura con antinfiammatori.

Covid, i dispositivi smart del futuro per diagnosticare il coronavirus

Non è la prima volta che vengono brevettati dispositivi smart in funzione anti Covid. Anche l’azienda italiana Empatica ha messo a punto un braccialetto che potrebbe rilevare i primi sintomi dell’infezione, mentre al Mount Sinnai di New York è stato condotto un promettente studio sui dipendenti con un’app installata sugli smart watch, in grado di diagnosticare la positività al coronavirus grazie alla variabilità della frequenza cardiaca.

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Covid, un bracciale smart prevede i sintomi: come funziona