Covid, l’Aifa autorizza lo studio in Italia del raloxifene

La partenza della sperimentazione sull'uomo potrà verificare gli effetti del farmaco contro il coronavirus

Arriva l’autorizzazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per l’avvio dello studio clinico nel nostro Paese di un farmaco contro il coronavirus. Si tratta di un prodotto a base di raloxifene che verrà utilizzato per la terapia dei pazienti affetti da Covid-19 ma che presentano sintomi scarsi.

Grazie al via libera della sperimentazione sull’uomo l’Aifa potrà valutare la sicurezza e l’efficacia del medicinale.

Covid, l’Aifa autorizza lo studio in Italia del raloxifene: la partenze dei test clinici

I test partiranno al l’IRCSS Lazzaro Spallanzani di Roma e l’IRCSS Humanitas di Milano. Successivamente sullo studio clinico saranno coinvolti anche ad altri centri in Italia e in altri Paesi.

La sperimentazione interesserà fino a 450 pazienti, che per sette giorni saranno sottoposti a un trattamento con capsule orali di raloxifene o un placebo, nel caso facciano parte del gruppo di controllo.

La ricerca alla base dello sviluppo del farmaco si è servita di quattro dei maggiori supercomputer presenti in Europa, tra i quali il Marconi del Cineca di Bologna, per realizzare uno screening su 400 mila molecole (farmaci già approvati e prodotti naturali sicuri per l’uomo) e un test specifico per valutare una selezione di 10.000 molecole.

Sfruttando l’intelligenza artificiale di questi supercalcolatori, la piattaforma di ricerca ha potuto contare su 100 Petaflops di potenza di calcolo, così da mettere a confronto virtualmente le molecole con il virus Sars-CoV-2.

Al termine della ricerca è stata individuata la raloxifene tra le molecole più promettenti come candidato ideale per combattere il coronavirus.

Covid, l’Aifa autorizza lo studio in Italia del raloxifene: l’utilizzo per l’osteoporosi

Il composto è stato sviluppato dal consorzio pubblico privato Exscalate4CoV, finanziato dalla Commissione Europea con il bando Horizon 2020 e guidato da Dompé Farmaceutici.

Si tratta di una molecola registrata e già utilizzata in farmaci in commercio, su prescrizione, per il trattamento e la prevenzione dell’osteoporosi nelle donne dopo la menopausa, che avrà in questo caso il compito di arrestare la replicazione del coronavirus.

Il consorzio, in concomitanza dell’annuncio dell’inizio dei test sull’uomo, ha però precisato che, finora, “non ci sono ancora prove che il rapporto beneficio/rischio della molecola contro il Sars-CoV-2 sia positivo, né sul dosaggio da utilizzare. Per questa ragione, il farmaco non è autorizzato per l’uso in questa indicazione al di fuori di uno studio clinico.”

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