Coronavirus, il vaccino non sarà per tutti: chi dovrà aspettare e quanto

Per il vaccino anti-Covid ci vuole tempo. E probabilmente non basterà per tutti subito

Per il vaccino anti-Covid ci vuole tempo. La corsa all’antidoto contro il Covid ci sarà, probabilmente, non prima della primavera del 2021. E non sarà per tutti subito.

Covid, chi si vaccinerà per primo

Mentre il presidente di Irbm, Piero Di Lorenzo, ha detto che la validazione del vaccino potrebbe arrivare già a fine novembre, con 3 milioni di dosi entro la fine dell’anno, mentre il presidente russo Putin annuncia al mondo che Mosca ha un secondo vaccino, l’EpiVacCorona, e mentre persino Facebook scende in campo vietando la pubblicità ai no vax, la ricercatrice capo dell’Oms, Soumya Swaminathan, ha già spiegato che la vaccinazione anti-Covid non sarà per tutti nel 2021. “Non sarà possibile una vaccinazione di massa rapida contro il Covid”.

Servirà necessariamente stabilire chi corre i rischi più alti perché possa essere sottoposto a vaccino in via prioritaria. E dunque, a chi andrà per primo il vaccino?

Come confermato dallo stesso presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Domenico Mantoan, la priorità sarà data innanzitutto agli operatori sanitari e a tutte le persone in prima linea. “Su questo siamo tutti d’accordo” precisa Swaminathan. Poi toccherà alle categorie di persone più vulnerabili, e cioè anziani e persone con patologie di una certa rilevanza.

Di conseguenza, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, le persone giovani e in salute potrebbero non ricevere il vaccino contro il Coronavirus prima di due anni, vale a dire non prima del 2022.

Su chi è più efficace il vaccino

Guido Forni, accademico dei Lincei e già professore ordinario di Immunologia all’Università di Torino, con un passato da ricercatore a Bethesda negli Stati Uniti e a Londra, ha spiegato che i vaccini anti Covid-19 arriveranno entro primavera, “saranno sicuri, forse efficaci, in una seconda fase di più, ma in ogni caso non potranno salvare tutti”.

Attualmente i vaccini più promettenti, analizza Forni in un’intervista a La Stampa, “sono gli 11 in fase finale, di cui molti, se non tutti, verranno registrati entro gennaio. Quattro cinesi e uno russo, facendo forza sulla mancanza di democrazia, sono già stati somministrati a un gran numero di persone”.

I vaccini, spiega, saranno sicuri, anche perché l’unica fase sperimentale che non è stata accelerata è la 3 sulla sicurezza. Dopo la probabile registrazione a gennaio, i vaccini dunque verranno distribuiti entro primavera. Il Governo ha prenotato diverse dosi e molto dipenderà “da come questi accordi verranno onorati”.

Forni si dice invece convinto che saranno disponibili per tutti, “ma il vaccino non è un farmaco bensì uno stimolo al sistema immunitario, che funziona meglio su persone sane e giovani. I primi in arrivo saranno sicuri per tutti, ma meno efficaci su bambini e anziani. Serve il lusso del tempo per elaborare vaccini universali”. Ma vaccinando il resto della popolazione anche bambini, anziani e malati saranno più al sicuro, dice.

In fase 1 e 2 ci sono attualmente una quarantina di vaccini “partiti dopo che potrebbero essere più efficaci e facili da usare, come i nasali. Mentre i primi avrebbero quasi tutti bisogno di due dosi. Funzioneranno, ma non si sa quanto. Un vaccino può impedire di ammalarsi, diminuire l’effetto della malattia e addirittura bloccare il contagio. Secondo i dati disponibili, i primi vaccini difetterebbero di questa ultima caratteristica”.

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