Ottime notizie contro il Coronavirus: il vaccino AstraZeneca funziona sugli anziani

Anche se la sua efficacia al momento sembra essere inferiore a quella dei due rivali Pfizer e Moderna, il vaccino di Oxford-Pomezia sarebbe più efficace per gli anziani

Ottime notizie arrivano dal vaccino di Oxford-Pomezia sviluppato da AstraZeneca. Anche se la sua efficacia al momento sembra essere inferiore a quella dei due rivali Pfizer e Moderna (qui vi spieghiamo però come leggere correttamente i dati), il vaccino anglo-italiano ha dimostrato forti risposte immunitarie in tutti i gruppi di età e anche potenziate dopo una seconda dose.

La sperimentazione del vaccino AstraZeneca

I risultati intermedi dello studio in corso di Fase II/III COV002 di AZD1222 nel Regno Unito, condotto dall’Università di Oxford, hanno dimostrato reazioni locali e sistemiche inferiori negli anziani (≥56-69 anni e ≥70 anni) rispetto agli adulti più giovani (≥18-55 anni). Non solo. Ha anche generato risposte immunitarie robuste simili contro il virus SARS-CoV-2 in tutti i gruppi di età adulta.

COV002 è uno studio di Fase II/III randomizzato e controllato su 12.390 partecipanti nel Regno Unito. Nello studio di fase II, i partecipanti di età pari o superiore a 18 anni hanno ricevuto una o due dosi standard o basse, somministrate a un mese di distanza, del vaccino anti-Covid chiamato AZD1222, oppure il vaccino di confronto MenACWY, mediante iniezione intramuscolare.

I risultati pubblicati su The Lancet confermano che le reazioni transitorie, prevalentemente lievi, locali e sistemiche, erano comuni ed erano paragonabili ai dati precedentemente riportati con il vaccino dallo studio di fase I/II e altri vaccini simili. Le reazioni lievi includono dolore temporaneo al sito di iniezione, affaticamento, mal di testa, febbre e mialgia.

Quale efficacia sugli anziani

Durante la sperimentazione si è osservato che si sono verificate meno reazioni dopo una seconda dose di AZD1222 e con dose più bassa. Si è anche notato che la frequenza delle reazioni si riduceva con l’aumentare dell’età.

Le risposte degli anticorpi alla proteina spike del virus SARS-CoV-2 sono state rilevate entro il 28esimo giorno nel 100% dei partecipanti, indipendentemente dall’età o dal dosaggio del vaccino, e hanno continuato ad aumentare dopo una seconda dose.

L’attività neutralizzante è stata osservata in tutti i partecipanti entro il 14esimo giorno dopo aver ricevuto una seconda dose standard, indipendentemente dall’età.

Le risposte delle cellule T sono state indotte, raggiungendo il picco entro il 14esimo giorno dopo la prima dose e sono state mantenute due mesi dopo l’iniezione, indipendentemente dall’età e dal dosaggio.

I dati intermedi di Fase II suggeriscono che gli individui più anziani hanno una reattività inferiore pur mantenendo una risposta immunitaria robusta. Ottime notizie, quindi, perché il vaccino dimostrerebbe la sua enorme efficacia anche negli anziani, il che lo renderebbe più efficace da questo punto di vista rispetto ai rivali Pfizer e Moderna.

“È essenziale che un vaccino Covid-19 possa essere efficace in un’ampia fascia di età, in particolare negli individui più anziani dove sono a rischio sproporzionato di malattia grave” ha commentato il vicepresidente esecutivo di AstraZeneca Mene Pangalos.

Le sperimentazioni cliniche del vaccino AZD1222 sono in corso in Regno Unito, Stati Uniti, Brasile, Sud Africa, Giappone, Russia e Kenya e hanno reclutato fino a 60mila partecipanti di un’ampia fascia di età e diversi gruppi razziali, etnici e geografici.

I risultati iniziali della sperimentazione in fase avanzata sono attesi entro la fine dell’anno, a seconda del tasso di infezione all’interno delle comunità di prova.

3 miliardi di dosi in arrivo

AstraZeneca ha già disposto la fornitura di 3 miliardi di dosi del suo vaccino, costruita su dodici catene di approvvigionamento regionali e con il coinvolgimento di più di venti produttori, compresi i siti di produzione di AstraZeneca stessa.

Intanto, l’azienda continua a sottolineare il suo impegno a sostenere un accesso ampio ed equo al vaccino senza scopo di lucro durante la pandemia, qualora le sperimentazioni cliniche si dimostrassero efficaci e approvate dalle autorità di regolamentazione.

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