Coronavirus, il test di 12 euro che potrebbe rivoluzionare la diagnosi

Costa 12 euro e viene dalla Corea il test che diagnostica il Coronavirus in poco più di 7 minuti

Fin dal primo momento uno dei principali problemi nella lotta al Covid è stata il tracciamento e l’isolamento del virus. Tempi lunghi, incertezze e risultati non sempre attendibili hanno fatto sì che l’epidemia si trasformasse in pandemia, raggiungendo in poco tempo un numero altissimo di contagi e morti. Oggi però, in attesa del vaccino e di una possibile seconda ondata dopo l’estate, dal Veneto ci arriva una buona notizia: esiste un test coreano in grado di diagnosticare in Coronavirus in 7 minuti, e costa solo 12 euro.

Tampone economico e risultato immediato: arriva il test coreano che ti dice subito se sei positivo

Il tampone coreano è stato presentato dal presidente del Veneto Luca Zaia e dal dottore Roberto Rigoli dell’Ospedale di Treviso durante l’ultima conferenza stampa nella sede della Protezione Civile di Marghera. Stando a quanto spiegato, si tratta di un test molto flessibile, con un costo pari a 12 euro, capace di stabilire se una persona è positiva o meno al Covid in poco più di 7 minuti.

La notizia interessante, però, è quella relativa alla sua percentuale di errore. Come ha affermato Rigoli, infatti, l’errore di questo test, rispetto a quello tradizionale, è stato pari a uno su mille.

Dati sicuramente incoraggianti che, per questo motivo, hanno spinto la Regione Veneto e l’Ospedale di Treviso a presentare il tampone al Ministero della Sanità per la sua validazione.

Come funziona il test coreano che diagnostica il Covid in 7 minuti

Se il test coreano da 12 euro dovesse ricevere l’ok del Ministero della Sanità, di fatto, potrebbe rivoluzionare i processi di diagnosi del Covid. Veloce ed economico, permetterebbe di isolare immediatamente i pazienti evitando il proliferarsi di altri – pericolosi – focolai.

Il test, ha chiarito Rigoli, funziona così: riesce a catturare l’ipotetico virus nella “cantina dei batteri nel retro faringeo” e lo stempera in un liquido distribuendolo poi in una “saponetta”. Le goccioline entrate a contatto con la saponetta permettono al liquido nasale di migrare. Nella stessa superficie c’è un’area dove ci sono presenti degli anticorpi specifici contro il Covid-19, quindi, se esiste il virus, si attacca proprio a quegli anticorpi specifici, scatenando una reazione cromatica che conferma la positività al virus con una banda rossa.

Il risultato del test, però, non è da considerarsi come diagnosi definitiva ma deve essere confermato con appositi controlli approfonditi. La velocità dell’analisi, comunque, rimane il punto di forza di questo tipo di tampone, poiché – come già accennato – consente immediatamente di isolare l’ipotetico paziente positivo.

Al momento il test è stato sperimentato dall’Ulss 2 del Veneto che si è attivata per trasferire tutti i dati allo Spallanzani di Roma e al Ministero della Salute, affinché – come ha  dichiarato Zaia – tengano in considerazione l’ipotesi di inserire il test nel piano di sanità pubblica, ma ci sono altri centri che lo stanno provando, come quello di Vicenza.

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