Coronavirus, la “profezia” del Nobel Houghton: “Ecco cosa dobbiamo aspettarci”

Premio Nobel per la Medicina 2020 per la scoperta del virus dell'epatite C, Michael Houghton racconta il suo vaccino e cosa dobbiamo aspettarci

Il neo Premio Nobel Michael Houghton, uno dei tre scopritori del virus dell’epatice C, sta ora lavorando al vaccino anti-Covid.

Nell’anno della pandemia, in cui la salute è più che mai al centro delle priorità assolute di tutto il mondo, il Premio Nobel per la Medicina 2020 assume una rilevanza ancora più importante ed è stato assegnato a tre scienziati che hanno dato un contributo decisivo alla lotta contro l’epatite C: Michael Houghton appunto, Harvey J. Alter e Charles M. Rice.

L’importanza della scoperta del virus dell’epatite C

L’epatite C, trasmessa dal sangue, è ancora oggi un grave problema di salute globale che causa la cirrosi e il cancro al fegato in tutto il mondo. Per questo la scoperta del virus dell’epatite C da parte dei tre premi Nobel è una pietra miliare nella battaglia in corso contro le malattie virali.

Grazie alla loro scoperta, sono ora disponibili esami del sangue altamente sensibili per il virus che hanno sostanzialmente eliminato l’epatite post-trasfusionale in molte parti del mondo, migliorando notevolmente la salute globale.

La loro scoperta ha anche permesso il rapido sviluppo di farmaci antivirali diretti contro l’epatite C. Per la prima volta nella storia, la malattia può ora essere curata, facendo sperare nell’eradicazione del virus.

Il vaccino anti-Covid

In una intervista al Messaggero, dopo essere stato ospite a Che Tempo Che Fa da Fabio Fazio, Houghton ha espresso alcune perplessità riguardo al vaccino anti-Covid, anche se la strada è assolutamente, dice, quella giusta.

Però “hanno seguito solo per due mesi le persone che hanno ricevuto il vaccino. Devono monitorarle ancora a lungo per capire se la protezione sarà duratura. Ci sarà bisogno anche di capire se gli anziani sono coperti o hanno bisogno di un richiamo” ha detto.

Da quarant’anni indagatore dell’epatite C e a un passo dal vaccino, nel 2004 ha messo a punto il vaccino contro il virus Sars-CoV-1 ora Houghton ha deciso di impegnarsi anche contro il Covid-19.

“Quello del 2004 che doveva contrastare il Coronavirus Sars-CoV-1 non è mai stato necessario perché l’infezione è scomparsa. Per questo, anche noi abbiamo concentrato gli sforzi per un nuovo vaccino. Potrebbe essere pronto nella prossima primavera” ha spiegato lo scienziato.

Ci saranno altre pandemie?

Una vera scomparsa del virus ce l’avremo solo con il vaccino, sintetizza. “Vista la velocità con la quale si sta lavorando, avrà bisogno di messe a punto ma è la nostra unica arma. Appena inizierà la somministrazione, dovremo valutare alcuni ulteriori parametri. Ad esempio va testata ulteriormente la potenza di immunizzazione e, soprattutto, per quanto tempo potrà durare”. Ma il vaccino è senz’altro l’unica strada che permetterà di sradicare il virus.

E rispetto al futuro Houghton non ha dubbi: “Mi stupisco, da virologo, del perché non tutti, subito, abbiano capito l’importanza della protezione, anche solo con una mascherina. Ci saranno altre pandemie. Dobbiamo essere pronti per la prossima pandemia, che potrebbe essere pericolosa come quella del Covid-19″.

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