Coronavirus, possibile vaccino a settembre: l’annuncio

Un gruppo di scienziati irlandesi sta attualmente lavorando ad un vaccino contro il Coronavirus che potrebbe essere pronto entro la fine di settembre

Il ritorno alla completa normalità, dopo la pandemia, è inevitabilmente legato alla scoperta di un vaccino contro il Coronavirus. In questi mesi tanti sono stati gli annunci che si sono succeduti e, mentre il ministro Speranza si dice fiducioso sull’arrivo di un vaccino in Italia entro fine 2020/inizio 2021, da Oxford nuove e buone notizie arrivano in merito alla questione.

Vaccino anti-Covid entro settembre: l’annuncio

Il vaccino anti-Covid potrebbe arrivare prima di quanto previsto. Un team di scienziati irlandesi dell’Università di Oxford, infatti, è attualmente a lavoro sullo sviluppo di un trattamento che sia in grado di fermare e distruggere il virus e, stando a quanto dichiarato, le loro ricerche procedono così spedite e senza intoppi che promettenti risultati potrebbero arrivare in breve tempo.

A guidare la squadra di Oxford è Adrian Hill, un ricercatore irlandese che si è occupato in passato di Malaria e di vaccini contro l’Ebola. Hill e il suo equipaggio lavorano sul trattamento anti-Covid da maggio e credono che lo stesso potrebbe essere pronto già questo settembre.

Partita la sperimentazione sull’uomo

I ricercatori irlandesi hanno già avviato i test sull’uomo che, come è stato riferito alla stampa, stanno andando “estremamente bene“, anche se si spera ancora – e si attende – che il vaccino non generi effetti collaterali dannosi sui pazienti.

Secondo quanto riportato dal Daily Telegraph, il vaccino sarebbe in grado di offrire una “doppia protezione” contro il virus. I primi test infatti hanno mostrato lo sviluppo di campioni di sangue volontario che hanno accelerato la crescita di anticorpi e cellule T, entrambi estremamente importanti nella lotta contro il Coronavirus.

La vera sfida

Prima che il vaccino diventi disponibile, è stato spiegato, c’è un’ultima sfida che i ricercatori devono superare, ovvero: trovare dei volontari che siano disposti ad esporsi al virus. A questi verrebbe quindi somministrato il trattamento prima di contrarre – intenzionalmente – il Covid. Lo scopo è quello di accelerare la sperimentazione, cercando di capire quanto il vaccino sia efficace nel contrasto della malattia.

Chi si sottopone alla sperimentazione, ha affermato il dottor Hill, sarà esposto comunque ad un livello di rischio molto basso (difatti si cercano volontari giovani e in buona salute).

Per accelerare i tempi i ricercatori di Oxford hanno inviato una lettera aperta “1 Day Sooner”, nota organizzazione scientifica, che è stata firmata anche da noti scienziati e premi Nobel, con la quale è stato chiesto alle persone di offrirsi volontari per il bene della scienza.

Il loro contributo, di fatto, potrebbe cambiare le sorti della pandemia.

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