Coronavirus, muore volontario del vaccino anglo-italiano: cos’è successo

In Brasile un volontario del vaccino di AstraZeneca è morto senza però aver assunto mai la dose

In Brasile è morto un volontario della sperimentazione clinica del vaccino di Oxford contro il Covid-19 prodotto da AstraZeneca. La notizia ripresa dall’agenzia di stampa internazionale Bloomberg, arriva dall’autorità sanitaria brasiliana Anvisa e dall’Università federale di San Paolo, che contribuisce a coordinare la fase 3 della sperimentazione del vaccino candidato nel Paese sudamericano.

Coronavirus, muore volontario del vaccino anglo-italiano: le precisazioni

Secondo fonti citate dalla Bloomberg, il volontario non aveva però ancora ricevuto la dose, seppure fosse iscritto per la sperimentazione.

AstraZeneca ha comunicato che la sperimentazione non si fermerà, in quanto le verifiche del caso “non hanno condotto ad alcuna preoccupazione in merito alla continuazione dello studio in corso”.

Non possiamo commentare su casi individuali coinvolti nella sperimentazione in corso del vaccino Oxford, aderendo in modo stringente alla regolamentazione dei trial clinici, ma possiamo confermare che tutti i processi di verifica richiesti sono stati seguiti”, ha aggiunto il colosso farmaceutico.

Coronavirus, muore volontario del vaccino anglo-italiano: le sperimentazioni

Il vaccino sviluppato dall’università di Oxford in collaborazione con l’Irbm di Pomezia è considerato tra i candidati più promettenti al mondo, uno di quelli in fase più avanzata. Tanto da essere stato il primo ad aver ricevuto a inizio mese dall’EMA, l’agenzia europea del farmaco, il via libera per il primo passo dell’iter di approvazione.

Proprio in giornata erano arrivate le dichiarazioni del presidente di Irbm Piero Di Lorenzo, fiducioso sull’arrivo delle prime dosi del vaccino per la fine del 2020: “Se non insorgono problematiche improvvise, è ragionevole pensare che la fase clinica di sperimentazione possa concludersi entro fine novembre o i primi di dicembre“.

Un mese fa il colosso del BigPharma fa aveva fermato le sperimentazioni a causa di un effetto collaterale avvertito da un volontario, per poi ricevere il permesso al ritorno alle attività, nel giro di qualche ora, da parte di un comitato scientifico indipendente e dal Medicines Health Regulatory Authority (Mhra), istituto che in Gran Bretagna concede l’autorizzazioni sulle sperimentazioni.

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