Capua lancia l’allarme: perché i vaccini da soli non bastano

La virologa italiana mette in guardia chi crede che i vaccini possano risolvere tutto da soli: necessario buonsenso e rispetto delle norme

Imparare dagli errori commessi ed evitare che una situazione come quella che stiamo vivendo oggi possa ripetersi con una tale facilità. Ilaria Capua, veterinaria e virologa italiana a capo dell’Emerging Pathogens Institute dell’Università della Florida, invita tutti (le autorità in primis) a trarre la giusta lezione dall’emergenza sanitaria in corso: la pandemia da SARS-CoV-2 ha infatti mostrato diverse debolezze nel sistema mondiale di tracciamento di agenti patogeni, che dovranno dunque essere corretti per evitare che nuove pandemie (o, peggio ancora, una panzozia) si presentino a stretto giro di posta.

Capua: “Pandemia cigno nero, noi impreparati”

La scienziata italiana, intervenuta all’evento in streamng “Focus Live”, ha messo in evidenza alcune delle caratteristiche che rendono la pandemia da SARS-CoV-2 una sorta di “cigno nero”. Caratteristiche, però, che non la rendono affatto un unicuum irripetibile.

Secondo la direttrice dell’Emerging Pathogens Institute dell’Università della Florida, che ha recentemente proposto di vaccinare i cittadini all’interno delle sale dei cinema, la pandemia del nuovo Coronavirus è un evento incredibile e, spera, irripetibile. Affinché ciò sia possibile, però, è necessario ripensare l’intero sistema di tracciamento dei patogeni, per migliorare la resilienza a malattie di questo genere. “Questa pandemia da coronavirus ha caratteristiche uniche, la più importante è che ha trovato una popolazione totalmente scoperta dal punto di vista immunitario. Non c’era un soggetto homo sapiens dotato di anticorpi: è stato come un incendio in un pagliaio”.

Il virus ha poi trovato condizioni favorevoli alla sua rapida riproduzione, come la possibilità di spostarsi da una parte all’altra del globo nel giro di poche ore. Il SARS-CoV-2, dunque, è stato un evento che ha colto di sorpresa la comunità medica e scientifica internazionale, nonostante alcuni gruppi di ricercatori avessero messo in guardia sulle possibilità della diffusione di un patogeno di questo genere.

Fondamentale, dunque, imparare dagli errori compiuti sinora per creare un sistema di tracciamento e monitoraggio dei patogeni che sia più efficienti. Il sistema globale, infatti, non riuscirebbe a reggere un’altra pandemia ed è necessario fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per evitare questa eventualità.

Il vaccino da solo non basta

Nel suo intervento, la Capua ha messo anche in guardia dal fare completo affidamento sui vaccini. Nonostante la prossima distribuzione dei medicinali prodotti da Pfizer e Moderna sia una notizia positiva, non possiamo considerarli come l’unica arma a nostra disposizione. I vaccini, infatti, potrebbero non garantire la cosiddetta “immunità di gregge” in breve tempo e potrebbero non mettere al riparo da “ondate di ritorno”.

Il caso degli allevamenti di visoni in Italia e Danimarca, dove il virus sembra essere mutato, dovrebbe essere monitorato accuratamente. Il rischio che la pandemia si trasformi in una panzozia, rendendo inutili gli sforzi compiuti sinora nello sviluppo dei vaccini, è molto elevato. Fondamentale, dunque, che i cittadini si armino di buon senso, rispettando tutte le norme anti-Covid sul distanziamento sociale.

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