Il braccialetto smart italiano che “prevede” il Covid

Ideato da Empatica, analizza i parametri vitali di chi lo indossa ed è in grado di "prevedere" l'insorgere della malattia

Potrà un braccialetto aiutarci a contenere la diffusione del nuovo Coronavirus e stroncare così sul nascere la nascita di nuovi, pericolosissimi, cluster? Sembrerebbe di sì, stando ai risultati ottenuti nelle ultime settimane da Empatica, azienda medica nata in Italia ma ormai da qualche anno finita sotto “l’ombrello protettivo” del prestigiosissimo Massachusetts Institute of Technology (il MIT, tanto per intendersi).

La creatura di Matteo Lai ha infatti messo a punto un braccialetto in grado di rilevare i sintomi del nuovo Coronavirus addirittura prima che questi compaiano, senza bisogno di test seriologici o di tamponi naso-faringei. Il braccialetto di Empatica, progettato e sviluppato in collaborazione con la statunitense BARDA (acronimo di Biomedical Advanced Research and Development Authority) è ora in fase di test da parte delle autorità sanitarie a stelle e strisce. Dovesse passare i test e confermarsi efficace, il braccialetto di Empatica rappresenterebbe probabilmente il più grande ostacolo (digitale) alla diffusione del nuovo Coronavirus.

Come funziona il braccialetto anti-COVID

Il sistema messo a punto da Empatica si chiama aura ed è basato sugli smartwatch che l’azienda italo-statunitense ha messo in commercio negli anni passati. Grazie ai sensori messi a punto nei laboratori, aura è in grado di monitorare costantemente alcuni parametri vitali di chi indossa il braccialetto, aiutando così a individuare eventuali segnali dell’insorgere del COVID-19.

Merito anche degli algoritmi di intelligenza artificiale, in grado di analizzare i dati rilevati dal sensore e “metterli a sistema”, così da poter costruire un quadro clinico quanto più completo e dettagliato possibile. In questo modo, il braccialetto messo a punto da Empatica e BARDA sarà in grado di rilevare la malattia prima della comparsa dei sintomi (funziona anche con gli asintomatici, dunque). Così facendo, sarà possibile agire molto più in fretta ed evitare che il COVID-19 si diffonda senza ostacoli.

Se i test clinici ora in corso daranno buoni risultati e il sistema aura dovesse essere promosso, il braccialetto anti-COVID di Empatica renderebbe di fatto obsolete e quasi inutili le app di social tracing come Immuni. Se la malattia viene scoperta prima che arrivino i sintomi, infatti, si potrà mettere in quarantena il malato prima che abbia la possibilità di contagiare anche altre persone.

I braccialetti anti-epilessia di Empatica

L’azienda italo-statunitense, comunque, non è nuova a invenzioni di questo genere. Già dal 2018, come accennato, commercializza un braccialetto smart contro l’epilessia, che monitora i parametri vitali della persona per “prevedere” quando potrebbe presentarsi un attacco. In questo modo, il braccialetto è in grado di inviare un alert sullo smartphone di un contatto stabilito in precedenza, che potrà soccorrere immediatamente la persona affetta dalla malattia.

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