Un Paese blocca vendita iPhone: cosa è successo prima del lancio

In attesa del lancio del nuovo smartphone (l'iPhone 14), un Paese ha bloccato le vendite di Apple all'interno dei propri confini: la controversia aperta

In attesa del lancio del nuovo smartphone (l’iPhone 14, qui tutti i dettagli sul modello e i prezzi), un Paese ha bloccato le vendite di Apple all’interno dei propri confini. Alla sospensione ha fatto seguito anche una multa salatissima per la multinazionale americana, che ha già presentato ricorso. La controversia, però, rimane aperta.

Ma cosa è successo esattamente?

Perché il Brasile ha bloccato la vendita di iPhone

Il Brasile ha dichiarato martedì 6 settembre che vieterà la vendita di iPhone nel Paese. Questa decisione arriva due anni dopo che Apple ha smesso di includere i caricabatteria e gli auricolari nelle scatole vendute al dettaglio, per renderle più piccole e sostenibili. Così facendo, ha più volte spiegato la società, ha voluto ridurre l’impatto del carbonio e quindi quello ambientale dei prodotti.

L’ordinanza firmata dal Ministero della Giustizia e della Pubblica Sicurezza brasiliano, dopo aver inflitto una multa di 2,34 milioni di euro a Apple, ha però stabilito che i motivi ambientali forniti non erano sufficienti a giustificare questa decisione, perché di fatto ha solo spostato l’onere sul consumatore, che per ottenere un caricabatterie deve pagare una somma aggiuntiva. Nel documento pubblicato sulla gazzetta ufficiale del Paese, il ministero ha affermato che la multinazionale privava l’iPhone di una componente essenziale attraverso una “pratica discriminatoria deliberata contro i consumatori”.

Di tutta risposta, però, il gigante della tecnologia ha detto a Bloomberg che rimuovendo i caricabatterie dalla confezione, l’azienda è stata in grado di ridurre le emissioni di carbonio equivalenti a togliere dalla strada 500.000 auto. La vendita di iPhone, proprio poco prima del lancio del nuovo modello, rimane però sospesa in Brasile (nonostante la “rivoluzione” annunciata, qui maggiori dettagli).

Apple fa ricorso al blocco di vendita in Brasile

Contro la decisione presa in Brasile, Apple ha fatto sapere a Reuters di star già lavorando a un ricorso, mentre continuerà a collaborare con l’agenzia brasiliana per la protezione dei consumatori, Senacon, per “risolvere le loro preoccupazioni”.

“Abbiamo già vinto diverse sentenze dei tribunali in Brasile su questa questione e siamo fiduciosi che i nostri clienti siano a conoscenza delle varie opzioni per caricare e collegare il proprio dispositivo”, ha detto un portavoce di Apple.

“Gli adattatori di alimentazione rappresentavano il nostro maggiore utilizzo di zinco e plastica e la loro eliminazione dalla scatola ha contribuito a ridurre oltre 2 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio, equivalenti alla rimozione di 500.000 auto dalla strada all’anno”, ha affermato la società in una dichiarazione rilasciata a Bloomberg. Per questo motivo, a partire dalla messa in commercio dell’iPhone 12, Apple ha deciso di non includere un alimentatore nella confezione. Il ragionamento alla base di ciò è dovuto agli innumerevoli adattatori di alimentazione USB-A disponibili per i clienti, sia che li abbiano già acquistati in passato da iPhone o altri smartphone, sia tramite venditori di terze parti.

E a proposito di acquisti Apple, i prezzi nei prossimi giorni potrebbero crollare, proprio in vista dell’uscita del nuovo modello: qui le migliori offerte. La controversa in Brasile, nonostante si tratti di una grossa fetta di mercato, non ha certo fermato il lancio del nuovo iPhone 14.