Trump accusato da Big Pharma: elezioni sempre più in bilico

Alcuni colossi farmaceutici hanno firmato una dichiarazione in cui si dissociano dall'utilizzo del vaccino per fini elettorali nella corsa alla Casa Bianca.

Nove aziende farmaceutiche impegnate nello sviluppo del vaccino per il Covid-19 non vogliono prestarsi alle manovre da campagna elettorale per le presidenziali americane. Seppur indirettamente, alcuni colossi di Big Pharma dichiarano di non volere stare al gioco del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che sembra puntare al vaccino come carta vincente in vista delle elezioni di novembre per la Casa Bianca.

Big Pharma contro Trump: no al vaccino per fini elettorali

Sì alla rapidità, ma senza rinunciare a tutti passaggi obbligatori per assicurare l’efficacia e la sicurezza del vaccino che verrà creato contro il Covid-19. Questo è il senso della dichiarazione firmata dall’aziende farmaceutiche AstraZeneca, BioNTech, GlaxoSmithKline, Johnson&Johnson, Merck, Moderna, Novavax, Pfizer, Sanofi, insieme ad altre società straniere, in cui si afferma il principio di garanzia sulla salute dei cittadini nella lotta al coronavirus.

Tutte in qualche modo interessate da contratti e finanziamenti con l’amministrazione federale statunitense nella corsa al vaccino che sin dalla sua partenza ha acquisito un valore geopolitico pari o superiore alla sua funzione di tutela per la salute.

Una competizione internazionale mai così serrata dai tempi della guerra fredda, tant’è che il vaccino già annunciato come pronto dai russi si chiama Sputnik V, dal nome del primo satellite mandato in orbita, quando la gara era sulla conquista della spazio. Chi arriverà per primo questa volta potrà registrare uno scarto sulla ripresa economica a tutto il resto del mondo.

“Rispettare tutti gli step”, Big Pharma ferma Trump nella corsa al vaccino

Il timore è che il capo della Casa Bianca possa imporre alla Food and Drugs Administration, l’ente preposto alle autorizzazioni dei farmaci negli Usa, l’approvazione di alcuni candidati vaccini, così da avvantaggiarsi sia nella competizione mondiale con Russia e Cina, sia in quella elettorale interna.

Con questa dichiarazione, facendo fronte comune come mai è accaduto, le aziende del Big Pharma affermano l’intransigenza sui percorsi obbligati delle sperimentazioni cliniche, volendo così rassicurare i cittadini che la scienza non prenderà scorciatoie per arrivare prima a commercializzare un prodotto col rischio che non sia sicuro.

Trump di recente aveva dichiarato la possibilità che l’inizio della vaccinazione di massa potesse avvenire prima del voto.

Per Trump sarebbe una preziosa medaglia da appuntarsi al petto, dello stesso peso o forse anche superiore del Nobel per la Pace che nelle scorse ore il presidente dell’Assemblea parlamentare della Nato, il norvegese Christian Tybring-Gjedde, ha proposto di conferire proprio al presidente Usa.

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