La carica dei colossi del web che chiudono in Cina: quali e perché

Alcuni colossi del web hanno deciso di abbandonare la Cina per via delle pesanti difficoltà che dichiarano di incontrare nelle loro operazioni

I big dell’internet economy lasciano la Cina. Alcuni colossi del web hanno deciso di abbandonare il Paese asiatico per via delle pesanti difficoltà che dichiarano di incontrare nelle loro operazioni.

LinkedIn, Yahoo! e altri big lasciano la Cina

Come vi avevamo anticipato, dopo LinkedIn, anche Yahoo! non è più accessibile a coloro che proveranno a collegarsi nella Cina continentale. Yahoo mantiene “il suo impegno per i diritti degli utenti e per un Internet libero e aperto”, ha affermato il portavoce del motore di ricerca, che ha anche offerto servizi di previsioni del tempo e informazioni aggiornate. Ma il social non funziona più.

Lo stesso accadrà dal 15 novembre con il famosissimo videogioco Fortnite, sviluppato da Epic Games. Entrambe le piattaforme hanno annunciato la loro intenzione di lasciare la Cina.

Yahoo! e Fortnite seguono dunque la traccia segnata da LinkedIn un mese fa. Il social network di proprietà di Microsoft ha annunciato il suo addio al Paese a causa di un “ambiente difficile”. “Il contesto commerciale e legale è sempre più difficile in Cina”, ha spiegato ad AFP un portavoce di Yahoo!, il cui ritiro completa un processo che era già iniziato nel 2013 con la chiusura del servizio di messaggistica.

Il caso Fortnite in Cina

Per quanto riguarda Fortnite, nonostante Epic non abbia specificato i motivi che l’hanno portata a lasciare la Cina, la società ha dovuto affrontare l’ulteriore ostacolo della limitazione del tempo di gioco per gli under 18, annunciata dal governo cinese ad agosto: secondo le nuove regole, i ragazzini possono giocare solo per massimo 3 ore a settimana.

Tanto che Epic Games aveva realizzato una versione di Fortnite specifica per la Cina, con una serie di differenze tra cui modifiche al gameplay e alla monetizzazione, insieme a diverse grafiche dei personaggi per soddisfare le leggi locali e il fatto che, dopo un certo periodo di tempo di gioco, gli utenti non potevano più guadagnare punti esperienza.

Queste decisioni giungono in un momento in cui le nuove normative introdotte dal governo cinese in materia di privacy e sicurezza dei dati hanno aumentato l’insofferenza verso le leggi vigenti nel Paese, con proteste e scontri in tutto il Paese.

Ma il punto è che ora potrebbero essere molti altri i social network mainstream e i grandi che potrebbero chiudere in Cina. Anche il recente film Marvel “Eternals” non sembra pronto per essere lanciato nel Paese, forse a causa del suo regista, Chloé Zhao, nato a Pechino, che ha fatto commenti che alcuni hanno interpretato come critici nei confronti della nazione.

Certo è che questo ambiente normativo e la diminuzione della capacità, o interesse, di portare i fenomeni culturali occidentali in Cina isoleranno ulteriormente il Paese. Cosa che potrebbe decretarne il declino, oppure rinforzare ancora di più il suo soft power.

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