Attacco hacker, quanto costa alle aziende ogni singolo dato rubato

Prima la Regione Lazio, poi l'Olanda. Nelle ultime ore diversi attacchi hacker hanno acceso i riflettori sulla sicurezza informatica e sulle ricadute degli assalti in termini economici

Prima la Regione Lazio, poi l’Olanda. Nelle ultime ore diversi attacchi hacker hanno acceso i riflettori sulla sicurezza informatica e sulle ricadute degli assalti in termini economici. Ibm Security, nei giorni scorsi, ha rilasciato l’ultima edizione del Cost of a Data Breach Report, dedicato proprio ai costi affrontati dalle aziende ogni volta che subiscono un attacco informatico.

Attacco hacker, quanto costa alle aziende ogni singolo dato rubato

Secondo il report, le violazioni dei dati costano alle aziende 4,24 milioni di dollari in media per ogni attacco. Inoltre, è emerso che il 2021 è risultato essere l’anno più costoso per singola violazione dal 2004, ossia da quando viene stilata l’analisi. Il parere degli esperti è che il motivo sia legato soprattutto ai rapidi cambiamenti dettati dalla pandemia, in primis la riorganizzazione del lavoro da remoto, che ha accelerato il ricorso al cloud.

Stando all’Italia, nel 2020 il costo complessivo delle violazioni di dati ha superato di poco i 3 milioni di euro: ogni informazione rubato, ogni dato sottratto, comporta in media un costo singolo di 135 euro. Si tratta di un valore che è quasi raddoppiato negli ultimi 10 anni. Tra i settori più colpiti ci sono:

  • servizi finanziari (171 euro per informazione rubata);
  • energetico (165 euro);
  • farmaceutico (164 euro).

Per identificare e porre rimedio a un attacco informatico servono complessivamente circa 250 giorni.

Attacchi hacker: quali sono le aziende più esposte

La pandemia ha messo a dura prova le aziende, soprattutto quelle che dal punto di vista della trasformazione digitale sono decisamente in ritardo. Quest’ultime sono, ossia quelle che non hanno nemmeno cominciato il processo di digitalizzazione o lo hanno incominciato da poco (magari proprio per via del coronavirus e della necessità di lavorare a distanza), sono le più esposte agli attacchi hacker.

Si tratta delle aziende che poi, nei fatti, pagano conseguenze economiche più pesanti. Secondo il report, 3,75 milioni di euro contro i 2,72 milioni di euro rispetto a chi è già in una fase avanzata del processo. A livello mondiale, le violazioni più frequenti riguardano:

  • credenziali compromesse (nome, e-mail, password);
  • dati sanitari;
  • phishing.

L’82% degli utenti, infatti, ha ammesso di riutilizzare le password tra i suoi vari account: una volta rubata, quindi, può dare l’accesso a ulteriori dati e portare a nuove violazioni.

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