App Immuni per la Fase 2: Conte chiarisce come funzionerà l’applicazione

Durante la diretta dal Senato il premier chiarisce come funzionerà l'applicazione scelta per monitorare gli spostamenti e mappare la diffusione del Covid

Uno strumento che dovrebbe aiutarci nella gestione dell’emergenza Covid, la fase 2 della ripartenza scaglionata e su base regionale annunciata dal premier Conte, e invece l’app Immuni sta spaccando la politica, e i cittadini.

In diretta dal Senato il premier Conte ha assicurato che il Governo è consapevole della necessità di rafforzare i sistemi di prevenzione e il tampone è “l’unico strumento certo di identificazione del virus“.

Cosa farà il Governo

L’Esecutivo punta al rafforzamento della strategia di mappatura dei contatti esistenti e di teleassistenza con l’utilizzo delle nuove tecnologie. Per tracciare chi ha già avuto il Coronavirus si userà appunto Immuni, l’applicazione messa a punto dalla società Bending Spoons S.p.a. in maniera gratuita.

“Il tracciamento – ha spiegato Conte – è necessario per evitare la diffusione del virus. Ma il suo utilizzo sarà su base volontaria e non ci saranno limitazioni per chi non la scarica“.

Come funzionerà Immuni

Il presidente del Consiglio ha così sciolto i dubbi che circolavano dopo le dichiarazioni del commissario straordinario Domenico Arcuri, che avevano alimentato diversi dubbi. La app sarà su base volontaria e saranno garantiti riservatezza, tutela della privacy, nonché l’uso solo di alcuni dati, quelli necessari, dei cittadini.

Immuni aiuterà a tracciare il contagio da Coronavirus. Alcuni giorni fa fonti parlamentari avevano riferito che l’app sarebbe comunque stata adottata solo con l‘ok del Parlamento, probabilmente con una legge ad hoc, avrebbero assicurato i ministri della Salute Roberto Speranza, e della Pubblica amministrazione Paola Pisano, durante una video conferenza con i capigruppo dell’opposizione dedicata proprio alla nuova applicazione.

Ok del Parlamento

Il Governo aveva confermato che ci sarebbe stato un passaggio parlamentare per il via libera all’applicazione. Ma ancora non è stato individuato come. Forse una norma da inserire nel dl aprile oppure un provvedimento ad hoc successivo, ma che in ogni caso richiederebbe tempo, “almeno due mesi”.

Ad ogni modo, per essere efficace l’applicazione deve essere scaricata almeno dal 60% della popolazione. In molti si sono chiesti se l’operatività di Immuni sarà limitata all’emergenza oppure proseguirà. Al momento, è certo solo che sarà volontaria e non imporrà altre limitazioni per chi non la scaricherà.

Il tema è certamente delicato, perché incrocia la tutela della privacy e l’efficacia dei controlli essenziali per arrivare a zero contagi e contenere gli effetti di un’eventuale seconda ondata.

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