Ecco gli anticorpi monoclonali “made in Toscana”: quando arrivano

La rete di laboratori e aziende della Toscana Life Sciences sta mettendo a punto gli anticorpi monoclonali attesi in Italia entro l'estate

L’Ema, l’Agenzia del farmaco europea, ha annunciato l’avvio dello studio in tempo reale sugli anticorpi monoclonali per il trattamento contro il Covid-19. L’Agenzia europea del farmaco ha dichiarato che “è troppo presto per trarre conclusioni sul rapporto rischi-benefici del medicinale“. Ma una volta autorizzato quello degli anticorpi monoclonali potrebbe rappresentare uno strumento fondamentale nella lotta al coronavirus, sul quale il nostro Paese sta già compiendo molti passi avanti.

Ecco gli anticorpi monoclonali “made in Toscana”: le previsioni

L’avanguardia italiana del farmaco che ha guarito l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è radicata nella rete di laboratori e aziende del Toscana Life Sciences di Siena: un polo biotech composto da realtà che lavorano allo sviluppo di test e terapie contro Sars-CoV-2 sotto la guida del microbiologo Rino Rappuoli.

È stato proprio il coordinatore della ricerca sugli anticorpi monoclonali a fare il punto sullo stato dell’arte: “Le varianti hanno messo in crisi molti degli anticorpi monoclonali sviluppati fino ad ora. I nostri per fortuna appartengono ad anticorpi monoclonali di seconda generazione che riescono a neutralizzare anche le tre principali varianti, inglese, sudafricana e brasiliana” ha annunciato Rappuoli.

Le rassicurazioni del microbiologo non si sono fermate al tema dell’efficacia dei farmaci di fronte al dilagare delle varianti del coronavirus, ma hanno riguardato anche le tempistiche molto promettenti dell’arrivo degli anticorpi che, dice Rappuoli “stanno per entrare in fase clinica di sviluppo, la prossima settimana o la successiva e aspettiamo siano pronti prima dell’estate“.

Una previsione che trova conferma anche dall’annuncio del presidente del consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo: “A giorni inizierà infatti – ha spiegato su Facebook postando una foto dei laboratori senesi – la fase clinica dei farmaci sviluppati da Toscana Life Sciences, che secondo il dottor Rino Rappuoli potrebbero essere pronti per l’uso ospedaliero entro aprile/maggio.”

“Tls è stato uno dei primi posti in cui sono andato da presidente del consiglio regionale, perché rappresentano la Toscana che riesce ad essere avanguardia in Europa e nel mondo – ha rivendicato Mazzeo. Gli anticorpi monoclonali, insieme al vaccino, ci permetteranno di sconfiggere definitivamente il Covid. Ed è per questa ragione che non dobbiamo dimenticare mai l’importanza di investire sempre più risorse nella scienza, la ricerca e la tecnica”.

Ecco gli anticorpi monoclonali “made in Toscana”: il polo Toscana life sciences

L’idea, messa a punto con la collaborazione dell’Istituto nazionale per le malattia infettive Spallanzani di Roma, è di sfruttare direttamente gli anticorpi contenuti nel plasma dei pazienti per combattere il coronavirus tramite la cosiddetta immunizzazione passiva: utilizzare la risposta di chi ha già avuto e superato il Covid-19 per trasmettere le difese agli infetti gravi o più a rischio.

In questi mesi i ricercatori hanno individuato l’anticorpo più potente nel sangue degli infetti e l’hanno replicato per creare il farmaco ora in corso di sperimentazione.

Un obiettivo declinato in svariati progetti su cui lavorano altrettante aziende del settore sotto il cappello della fondazione con capitale pubblico Toscana Life Sciences. Rappuoli, che è direttore scientifico e responsabile delle attività di ricerca e sviluppo esterna della multinazionale Gsk, presta la sua opera gratuitamente.

Se tutte le fasi della ricerca daranno risultati e ci sarà il via libera delle agenzie regolatorie, per la fine della primavera. Per adesso l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ha dato l’autorizzazione, a determinate condizioni degli anticorpi delle aziende Eli Lilly e Regeneron, e adesso si attendono quelli targati Toscana Life Sciences.

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