Anticorpi monoclonali, tutto sul farmaco rivoluzionario anti-Covid annunciato da Rappuoli

Il direttore scientifico vaccini della Glaxo Smith Kline ha annunciato da Fazio a Che Tempo Che Fa che "entro marzo" sarà pronta la "super" iniezione

La cura contro il Covid c’è e si chiama anticorpo monoclonale. Almeno questo è l’obiettivo di Glaxo. Queste le dichiarazioni rilasciate dal direttore scientifico vaccini della Glaxo Smith Kline (Gsk), Rino Rappuoli, a Che Tempo Che Fa che hanno lasciato tutti senza parole. Il “padrone di casa” Fabio Fazio compreso.

Se n’era già parlato alcuni mesi fa e ora potrebbe essere realtà. Secondo quanto dichiarato da Rappuoli, il primo farmaco anti-Covid sviluppato con gli anticorpi monoclonali arriverà prestissimo: l’obiettivo di Glaxo è renderlo commercializzabile già a marzo 2021.

Una vera rivoluzione quella annunciata dall’esperto, che cambia completamente l’orizzonte, sia terapeutico che temporale, legato alla sconfitta del Coronavirus, tanto più mentre siamo in attesa di capire quando arriverà davvero il primo vaccino, forse già a giugno 2021, per tutti.

Rappuoli ha spiegato che insieme al suo team sta sviluppando un “super anticorpo monoclonale” in grado di proteggere le persone rendendole immuni dal Covid per “almeno sei mesi”. “Alcune aziende negli Usa sono un po’ più avanti, hanno iniziato le prove cliniche e l’anticorpo funziona”. Si tratta dell’”antidoto” somministrato al presidente Trump, che gli ha permesso infatti di guarire in tempi molto rapidi.

Come funzionano gli anticorpi monoclonali

Gli anticorpi monoclonali sono sostanze presenti nel sangue delle persone che guariscono dal virus. “Siamo riusciti ad ottenere il sangue di alcuni soggetti convalescenti, collaborando con l’Istituto Spallanzani di Roma e con l’ospedale di Siena, abbiamo isolato le cellule che producono queste difese naturali. Abbiamo scelto le cellule superpotenti e le stiamo espandendo a livello industriale per reiniettarle nelle persone”.

In pratica, questi anticorpi sono dei prodotti sintetici, ossia ottenuti in laboratorio, progettati dall’uomo sulla base della struttura di quelli prodotti naturalmente nel nostro organismo dai linfociti B quando incontrano ad esempio un agente infettivo che esponga sulla sua superficie una sostanza a cui sono reattivi, in genere una piccola porzione di una proteina, denominata antigene.

L’uso dei “super” anticorpi contro i tumori

Gli anticorpi monoclonali sono già utilizzati con risultati molto soddisfacenti nell’immunoterapia di alcuni tumori. Alcuni anticorpi utilizzati in oncologia sono diretti contro antigeni di membrana caratteristici della cellula tumorale, altri sono invece diretti contro molecole di superficie interessate nella regolazione della risposta immune, i cosiddetti checkpoint immunitari.

Un notevole successo terapeutico è stato ottenuto ad esempio nella lotta ai melanomi, ai tumori del polmone e del rene. Attualmente la ricerca sta esplorando la possibilità di combinare la classica radio/chemioterapia e l’innovativa immunoterapia per ottenere percentuali di risposta sempre più alte.

I tempi di Glaxo per il farmaco anti-Covid

Il piano del team Glaxo prevede di cominciare le prove cliniche prima di Natale, finirle entro febbraio e a marzo avere il farmaco a disposizione, “le prime decine di migliaia di dosi, e poi averne sempre di più”.

Rappuoli è certo della loro efficacia: “Basterà un’iniezione e per circa sei mesi le persone saranno immuni”. Roberto Burioni su Twitter ha subito commentato che se gli anticorpi monoclonali funzionano, arriveranno forse “anche prima”.

L’anticorpo monoclonale ha due usi, ha spiegato l’esperto: uno per le persone sane. “Viene dato un anticorpo oggi e da domani queste persone sono protette e sono immuni per circa sei mesi. Questo è il nostro scopo. Nei modelli animali abbiamo dimostrato che l’anticorpo previene l’infezione e la cura. Sono molto convinto che questi anticorpi funzioneranno”.

La differenza rispetto al vaccino? “Lo scopo del vaccino è indurre gli anticorpi, noi invece così diamo gli anticorpi subito. Li produrremo in grandi quantità”. L’obiettivo è somministrarlo con una semplice iniezione di pochi secondi, che darebbe l’immunità già a partire dalle 24 ore successive.

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