Vaccino Curevac “sarà la rivouzione”. L’immunologo spiega perché

La convinzione dell'immunologo Forni: "A mRna e più avanzato degli attuali".

Mentre in Italia arriva finalmente il vaccino monodose Johnson&Johnson, che come quello di Astrazeneca sarà raccomandato sopra i 60 anni, c’è crescente attesa per il prossimo step. L’Ema, l’agenzia europea del farmaco, sta facendo le dovute valutazioni anche sul vaccino russo Sputnik, ma è soprattutto su un altro prodotto che si concentra l’attesa generale: il vaccino CureVac.

Perché potrebbe rappresentare un deciso passo in avanti a partire dalla tecnologia, che lo rende il più “moderno” e il più flessibile in termini di utilizzabilità rispetto a quelli della prima generazione. E perché potrebbe dare l’accelerazione decisiva alla campagna vaccinale.

L’immunologo

“Se arrivasse nel giro di poche settimane e funzionasse un vaccino europeo a mRna, sarebbe fantastico, sarebbe la soluzione”. Lo ha dichiarato al programma ‘L’imprenditore e gli altri’ su Cusano Italia Tv l’immunologo Guido Forni, socio dell’Accademia nazionale dei Lincei alludendo per l’appunto a CureVac. “E’ una ditta tedesca finanziata dall’Europa – ha ricordato – che ha una tecnologia più avanzata rispetto a Pfizer e Moderna. Il vaccino si può conservare a temperatura ambiente e non dovrebbe avere effetti collaterali. L’Ue ha prenotato 450 milioni di dosi” e “se tutto va bene, questo vaccino sarà la rivoluzione dei vaccini”, è convinto l’esperto.

“Dovremmo essere nelle fasi conclusive – ha sottolineato – poi servirà qualche settimana per l’approvazione dell’Ema e allora comincerà la produzione”.

mRna e varianti

Con la pandemia di Covid-19 “abbiamo imparato una tecnologia nuova per fare i vaccini in tempi rapidissimi – ha aggiunto Forni – Sono già pronti i vaccini contro le varianti perché è bastato cambiare una parte dell’Rna e il vaccino è già pronto. In futuro i vaccini a mRna potranno essere utilizzati anche contro altre malattie infettive, e come forma di prevenzione per quei tumori di cui si conosce l’origine e sono dovuti a un particolare difetto genetico”.

Dal 2022 solo CureVac, Pfizer e Moderna

Le valutazioni dell’Ema, peraltro, si inseriscono in un percorso che vede il vaccino CureVac, insieme a quelli di Pfizer e Moderna, come i probabili unici riferimenti per l’Unione Europea a partire dal 2022. Lo esplicita l’eurodeputato della Cdu tedesca Peter Liese, portavoce per la Salute del gruppo Ppe: “La Commissione – dice il parlamentare, che è medico – in futuro non comprerà più vaccini da Johnson & Johnson e AstraZeneca, ma si affiderà ai vaccini a m-Rna di BioNTech/Pfizer, Moderna e CureVac per combattere nel lungo termine la pandemia”. La Commissione, ha spiegato von der Leyen confermando le indiscrezioni che circolano da giorni a Bruxelles, “sta entrando in un negoziato con Pfizer/BioNTech per un terzo contratto”, che prevedrà “la consegna di 1,8 miliardi di dosi nel corso del periodo 2021-2023”.

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