Non solo taxi, Uber introduce anche il car sharing e il bike sharing

Uber si espande anche nel car sharing e nel bike sharing. Ecco come funzionano i servizi

Uber si allarga e lo fa non solo nel mondo delle automobili, ma anche in quello della mobilità sostenibile. L’azienda che, grazie all’uso di un’applicazione, fa da collegamento fra passeggeri e autisti, si amplia verso un nuovo segmento di mercato. Il Ceo dell’azienda Dara Khosrowshahi ha infatti parlato di questi due nuovi servizi per gli utenti: car sharing e bike sharing. Naturalmente verranno resi disponibili, per il momento, solamente in alcune città americane.

Per quanto riguarda le auto il servizio si chiama Uber Rent e permetterà di noleggiare l’automobile di un privato che l’ha messa a disposizione. All’interno di questo servizio ci saranno le auto del circuito Getaround, azienda xhe si occupa di car sharing online e peer to peer.  Una possibilità concreta anche per chi ha un’auto, la usa poco e vuole guadagnare qualcosa. Uber Bike, invece, è simile ad altre realtà: si sceglie una bici elettrica fa quelle presenti sulla mappa dell’applicazione, la si usa, per poi lasciarla dove è più comodo. Uber ha compiuto un’espansione in questo settore grazie all’acquisto Jump Bikes, un’azienda di bike sharing che è in funzione a San Francisco e Washington.

Notizia recente anche l’espansione verso altri servizi, infatti Uber ha annunciato anche il nuovo servizio Health, per il trasporto verso ospedali e cliniche in caso di visite prenotate.

Le novità, però, non si fermano qui. Infatti è stato reso noto un altro progetto di Uber che prevede di rendere disponibile l’acquisto e la prenotazione di biglietti per i mezzi pubblici proprio attraverso l’applicazione. Un’iniziativa che è resa possibile grazie all’accordo che, l’azienda di San Francisco fra le più importanti e rappresntative della sharing economy, ha stretto con Masabi, realtà  che si occupa di fornire biglietti virtuali.

Ma c’è di più. È stato annunciato anche un nuovo programma che si basa sui dati raccolti da Uber che permette di analizzare le differenti tipologie di spostamento in città, con l’obiettivo di comprendere come influiscano su strade e marciapiedi. Progetto che fa uso anche di Uber Movement, il servizio indirizzato alle amministrazioni pubbliche, che permette di capire l’andamento del traffico. Quest’ultimo arriverà in ulteriori 12 città: Amsterdam, Bangalore, Brisbane, Cairo, Hyderabad, Melbourne, Mumbai, Nairobi, Nuova Delhi, Perth, Pittsburg e Toronto. 

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