Tecnologia, CES 2018: cosa ci riserva il futuro? Quest’anno c’è anche un pezzo d’Italia

Dall'airbag per anziani al primo divano smart al mondo passando per "Kuri", l'amico robot

(Teleborsa) Si alza il sipario su CES 2018, la più importante fiera dell’elettronica di consumo a livello mondiale, in programma a Las Vegas il 9 gennaio fino al 12.  

La domanda è sempre la stessa: cosa ci riserva il futuro della tecnologia?  Accanto ai grandi nomi dell’hi-tech sgomitano centinaia di start-up e di piccole realtà, ognuna venuta nel Nevada con la sua idea innovativa da lanciare sul mercato.
 Per qualche giorno, spazio, dunque, alle innovazioni più significative che interessano ormai tutti i settori industriali del pianeta. Da quello dell’intrattenimento, alla mobilità, dalla robotica all’intelligenza artificiale. Molte di queste raggiungeranno i mercati già nel corso dell’anno, entrando a far parte delle nostre vite.
STARTUP E COLOSSI SALGONO IN CATTEDRA – Ad aprire, seppur in via ufficiosa l’evento non solo aziende che in molti casi sono ancora in fase di startup o in cerca di finanziamenti, ma anche un colosso come Samsung, con la sua presentazione speciale che ha riguardato i televisori. L’azienda coreana ha annunciato “The Wall”, il primo televisore modulare al mondo da 146 pollici, che fa utilizzo della tecnologia MicroLED:
LG, invece, ha presentato un nuovo prototipo di televisore arrotolabile. Dotato di un meccanismo motorizzato, il dispositivo è in grado di aprire solo una piccola porzione del display,permettendo di mostrare varie informazioni utili come le previsioni del tempo.Tante le idee che oscillano tra l’innovativo e il bizzarro.
L’AIRBAG PER ANZIANI – Si chiama Hip’Air ed è una specie di cintura da indossare con appositi sensori che, in caso di caduta, gonfiano dei cuscini. L’obiettivo è salvare i proprietari da infortuni quali la rottura del femore o del bacino.
IL PRIMO DIVANO SMART – Buone notizie anche per i pigroni grazie al “primo divano smart al mondo”, prodotto da Miliboo, azienda di “mobili connessi”. Controlla la vostra smart home e ricarica pure in modalità wireless lo smartphone
L’AMICO ROBOT – Si chiama Kuri, “l’adorabile robot domestico”, come lo definisce il volantino di presentazione. Non fa moltissimo: ha una videocamera Full HD, fa da altoparlante semovente e reagisce in maniera buffa a tocchi e comand
PER LA PRIMA VOLTA UN PEZZO D’ITALIA – Ma Ces 2018 sarà anche la prima edizione ad ospitare una delegazione italiana presente con un proprio stand.
Far conoscere l’ecosistema delle imprese tecnologiche italiane e incontrare gli investitori internazionali: sono gli obiettivi della prima missione italiana al Consumer electronic show di Las Vegas. La delegazione italiana pubblico-privata è coordinata da Tilt, il Teorema Incubation Lab Trieste, il digital hub per lo sviluppo delle start-up nel mondo dell’information technology, nato dalla collaborazione tra Teorema e il centro di ricerca e incubatore Area Science Park. Michele Balbi, presidente di Teorema, spiega ad askanews come è nata l’idea della missione italiana al Ces 2018, che è patrocinata dal ministero dello Sviluppo economico con la collaborazione dell’Istituto per il commercio estero.
“La missione nasce un annetto fa da una mia ultima visita al Ces dove ho visto che i nostri cugini francesi erano presenti in massa e non esisteva una presenza italiana”.Il comitato promotore include UniCredit StartLab, Italia Startup, e-Novia e Industrio con la collaborazione di APSTI – Associazione dei Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani, il supporto di Startup Italia e la segreteria organizzativa curata dal World Trade Center Trieste. Al Ces porteranno una cinquantina di start up da tutta Italia, la Lombardia è la regione più rappresentata a livello numerico. “L’idea è stata cerchiamo di trovare cluster che siano identificativi dello Stato italiano quindi fashion agritech, food, bio e net tech, mobility e auto motive e l’ultima moda cioè industry 4.0 e cerchiamo di trovare startup legate a questi mondi”.
La missione avrà uno stand “sobrio e riconoscibile” per distinguersi anche rispetto ad altri Stati europei più forti e con più esperienza come Francia, Germania e Regno Unito, che ogni anno portano a casa decine di milioni di dollari di investimenti per le proprie aziende tecnologiche. “Noi puntiamo a dimostrare che siamo capaci di fare il digital, It e innovazione e non siamo quelli che sanno fare solo contabilità e gestione paghe per gestire la burocrazia italiana perchè oggi all’estero siamo riconosciuti come molto bravi a fare questo. L’It italiano non è visto come aziende che possono dire la loro, le poche brave vengono comperate da competitor europei o internazionali ed è un peccato. Secondo me bisogna crederci, imparare a sognare e desiderare di andare a mercato ed essere internazionali”.
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