Lo Spid funziona? Gli utenti non sono convinti

La password unica digitale non ha ancora richiamato tanti utenti e pubbliche amministrazioni. L’adesione da parte dei servizi web del fisco cambierà le cose?

Si chiama Spid, sigla che significa Sistema pubblico dell’identità digitale, ed la strada percorsa per rendere più semplice l’accesso ai servizi on-line della Pubblica Amministrazione o dei privati che hanno deciso di aderire. Accolta per il momento in maniera abbastanza tiepida, le cose però potrebbero cambiare grazie all’adesione  da parte dei servizi web del fisco dell’Agenzia delle Entrate. La password unica si può ottenere in maniera abbastanza veloce ed essere utilizzata per diversi servizi. Compresi, appunto, quelli del fisco. Qualche esempio? registrare un contratto d’affitto, visualizzare la propria posizione fiscale o vedere i dati del Catasto. Ma non solo, perché anche altri enti hanno inserito questa possibilità per gli utenti, come INPS, INAIL e alcune Regioni d’Italia.

La password unica ha l’obiettivo di semplificare un sistema rendendo gli accessi ai servizi online molto più semplici. Ma è veramente così? E, soprattutto, come l’hanno accolta i cittadini?

L’adesione del Fisco ha segnato un passo avanti importante, soprattutto nell’ottica di una diffusione più ampia di questa modalità. Infatti le amministrazioni pubbliche avrebbero dovuto adottarlo entro marzo 2018, ma la strada sembra esser ancora lunga. Escludendo Asl e scuole, solamente 3866 enti hanno adottato servizi che possono funzionare con il Sistema pubblico dell’identità digitale. Quasi quattromila su diecimila totali.

Per dicembre 2016 l’obiettivo da raggiungere era quello di 3 milioni di utenti, un mese fa ammontavano a 2,3 milioni. Buono il numero di ragazzi e ragazze che hanno compiuto 18 anni e che lo hanno attivato (circa 620mila). In questi numeri ha giocato anche il fatto che era il mezzo per poter usufruire del bonus di 500 euro che il Governo aveva stanziato per maggiorenni e insegnanti.

Ora l’adesione del fisco potrebbe, però, far crescere i numeri.

Per richiedere Spid bisogna essere maggiorenni, ma non solo. Se si risiede in Italia è infatti necessario avere una mail, un numero di cellulare, un documento di identità valido e la tessera sanitaria con il codice fiscale. Per chi vive all’estero il documento di identità valido deve essere quello italiano. Per iscriversi bisogna scegliere fra gli identity provider (Aruba, Infocert, Poste, Sielte, Tim, Register.it, Namiral e Intesa) che forniscono il servizio (alcuni gratuiti e altri a pagamento) e scegliere le modalità più comode.

Inoltre il sistema di login unico sembra abbastanza sicuro e la privacy viene rispettata: infatti gli identity provider non possono utilizzare i dati personali e nemmeno cederli a terze parti.

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