Pavel Durov, l’anti Zuckerberg re del Facebook russo

Nel 2006 ha lanciato VKontakte, il Facebook in cirillico. Sua anche la app Telegram che ha rubato milioni di utenti a WhatsApp

È uno dei personaggi più stravaganti della tecnologia contemporanea: Pavel Durov, giovanissimo imprenditore russo che nel 2006 ha lanciato VKontakte, social network molto popolare in Russia con oltre 350 milioni di utenti.

Fratello minore del programmatore e matematico Nikolai Durov, il suo patrimonio è stimato in circa 300 milioni di dollari: notevole per un 31enne, ma ancora ben lontano da quanto raggiunto dal suo coetaneo Mark Zuckerberg.

NON SOLO FACEBOOK – Eccentrico e irriverente, è molto diverso dal fondatore di Facebook: nato a Leningrado (anche se ha frequentato le elementari a Torino, dove il padre lavorava), Durov ha pubblicato alcuni scritti di anarco-capitalismo, e vede Zuckerberg come il suo opposto.

C’è chi lo ritiene un uomo di Putin, tanto che il social network avrebbe bannato i gruppi contro il presidente russo. Chi, al contrario, lo ritiene un pericolo costante per il Cremlino. Un tipo incontrollabile. Una scheggia impazzita, anche se i servizi segreti russi, come ci si potrebbe aspettare, lo avrebbero avvicinato più volte.

Quello che si sa di certo è che Pavel Durov sta facendo lo sgambetto a WhatsApp, l’ultimo regalo miliardario che Mark Zuckerberg s’è voluto fare, con Telegram, altra idea del giovane imprenditore e programmatore russo.

VKONTAKTE, PIÙ DI FACEBOOK – Vkontakte è popolare in Russia e in diversi Paesi post-sovietici come Ucraina, Bielorussia, Armenia o Kazakistan. Ha circa 350 milioni di utenti iscritti e 44 milioni attivi (Facebook solo 13 milioni) e il doppio di profili di imprese rispetto alla piattaforma di Zuckerberg.

Vkontakte è in russo, ucraino e inglese, come lingue ufficiali, ma si trova anche in versioni diverse. Vkontakte è in apparenza simile a Facebook. Ma gli utenti possono scegliere tra una configurazione “sovietica” o “pre-rivoluzionaria” con la grafia antica del cirillico.

In Italia non è raggiungibile. Inutile provare a connettersi. È stato oscurato nel novembre dello scorso anno su richiesta del Tribunale di Roma per violazione di copyright.

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