La truffa delle Sim telefoniche: come difendersi

Il Garante per la Privacy multa i rivenditori di schede

Sim card taroccate: mai lasciare i propri dati alla mercé di tutti, ma a volte è impossibile esimersi dal farlo. Come quando si chiede a un rivenditore di schede telefoniche l’attivazione di un contratto; in tali casi, bisogna fornire – come tutti sanno – non solo i propri dati, ma anche la copia dei documenti di identità. Ed è proprio utilizzando questi ultimi che numerosi dealer (rivenditori di sim card) hanno intestato delle utenze telefoniche ad ignari ex clienti allo scopo di utilizzarle poi per attività criminali.

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Capita di svegliarsi la mattina e di trovare un invito a comparire presso la Procura della Repubblica solo perché qualcuno ha utilizzato l’altrui nome e cognome per intestare a quest’ultimo, a sua insaputa, una sim card relativa a una utenza telefonica e con questa abbia posto in essere reati di tutti i tipi. È capitato a 142 persone. Subito è scattata l’indagine di polizia e della Guardia di Finanza. Di qui, oltre ai reati contestati dalle autorità di pubblica sicurezza, anche le multe (salate) del Garante della Privacy per illecito utilizzo dei dati altrui (ciliegina sulla torta di un procedimento ben più grave). (Continua sotto)

Tra i casi accertanti c’è quello di una pensionata che non si era mai recata presso il rivenditore ove risultava essere stata intestata una scheda Sim a suo nome; o quello di un utente di telefonia mobile che – dopo un’attivazione effettivamente richiesta e la raccolta dei suoi dati personali – si è poi ritrovato intestatario di un’altra scheda adoperata per traffici illeciti; o quello infine di persone che non si sono mai recate nella zona geografica dove le schede sono state attivate.

COME DIFENDERSI – Il vero problema è che tutto passa prima per l’accertamento dell’estraneità del cittadino agli episodi criminali: bisognerà quindi procedere immediatamente alla nomina di un avvocato difensore che provveda alle relative contestazioni.

Si tratta di indagini a tutela del cittadino che richiedono prima la verifica dell’innocenza delle persone che risultano formalmente intestatarie delle schede, poi la verifica presso le società telefoniche dell’esistenza della documentazione presentata per attivare le sim card (fotocopia del documento di identità) e della genuinità delle sottoscrizione dei moduli di attivazione.

Chi non ha le condizioni di reddito necessarie per poter far fronte alle spese legali, potrà chiedere il gratuito patrocinio. Se, invece, verranno avviate indagini nei confronti del cittadino, a quest’ultimo verrà nominato d’ufficio un difensore (salvo la possibilità di revocarlo e sostituirlo con uno di propria fiducia). Attenzione: contrariamente a quanto si pensi, il difensore d’ufficio non è gratuito (in quel caso si tratta di difesa con il gratuito patrocinio).

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