Il sistema Italia alla sfida dell’Intelligenza artificiale: la Global Partenership e l’approccio nazionale

L'intelligenza artificiale consentirà di dare nuova linfa allo sviluppo di diversi settori. Ecco la strategia italiana per non restare indietro

Secondo Tractica, tra le società leader al mondo nelle ricerche di mercato, il valore del mercato dei software di intelligenza artificiale raggiungerà i 22 miliardi di dollari a fine 2020, per arrivare a 126 miliardi entro il 2025. Nel giro di appena cinque anni, dunque, il valore globale del settore sarà più che quintuplicato, espandendo la propria sfera di influenza sui settori più disparati.

In Italia, nonostante il settore sia in forte crescita, ci troviamo di fronte a un “neonato”, o poco più. Secondo l’ultimo report dell’Osservatorio Artificial Intelligence degli Osservatori del Politecnico di Milano, a fine 2019 il mercato dell’Intelligenza artificiale in Italia vale 200 milioni di euro. Un settore destinato a crescere nei prossimi anni, grazie anche all’adesione italiana (in qualità di socio fondatore) alla Global Partnership on Artificial Intelligence. Oltre al nostro Paese, hanno contribuito alla fondazione della Partnership anche Australia, Canada, Francia, Germania, India, Giappone, Messico, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Singapore, Slovenia, Regno Unito, Stati Uniti d’America.

Che cos’è la Global Partnership on Artificial Intelligence

La GPAI nasce con lo scopo di promuovere l’utilizzo e lo sviluppo responsabile dell’Intelligenza Artificiale, in linea con le indicazioni presenti nella Raccomandazione OCSE sull’AI. In particolare, la GPAI si propone di favorire lo sviluppo delle tecnologie di AI in modo da rispettare i diritti umani, l’inclusione, la diversità, l’innovazione e la crescita economica.

“In qualità di membri fondatori – si legge nella dichiarazione congiunta – sosterremo lo sviluppo dell’IA responsabile e incentrato sul potenziamento delle capacità degli individui, e unutilizzo coerente con i diritti umani, le libertà fondamentali e i nostri valori democratici condivisi”.

Operativamente, lo scopo della Global Partnership in Artificial Intelligence ha lo scopo di colmare il divario esistente tra teoria e pratica nel campo dell’AI, sostenendo così la ricerca più avanzata e attività applicate relative all’Intelligenza artificiale. In particolare, i lavori della GPAI saranno divisi in quattro macro settori:

  1. Intelligenza artificiale responsabile;
  2. Governance dei dati;
  3. Futuro del lavoro;
  4. Innovazione e commercializzazione.

“Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale – ha affermato il ministro dell’Innovazione Paola Pisano – avrà un ruolo fondamentale nel disegnare il nostro futuro: potrà rendere più efficienti molti processi della nostra società e aiutarci a compiere scelte con maggiore consapevolezza. Tuttavia, la tecnologia non è neutra: il suo valore dipende da come viene sviluppata e applicata. Attraverso la GPAI, l’Italia si unisce alla riflessione globale che si è avviata per garantire che lo sviluppo tecnologico non esuli mai dalla sua connotazione umana”.

L’approccio italiano all’Intelligenza artificiale

Come ammesso dallo stesso ministro Pisano, dunque, l’adesione dell’Italia alla GPAI è fondamentale per dare un ulteriore impulso allo sviluppo delle tecnologia AI nel nostro Paese. Come si legge nel paper “Proposte per una strategia italiana per l’Intelligenza artificiale“, la diffusione dei servizi legati all’AI va ancora a rilento e il valore del mercato interno, seppur in rapida crescita, non è paragonabile con quello statunitense o cinese.

Al momento, il nostro Paese mostra di avere una forte specializzazione in quello che viene definito embedded AI, settore l’intelligenza artificiale si combina con sistemi fisici (“embedded”, per l’appunto) e che includono sensori, oggetti intelligenti, robot, impianti di automazione e così via. In particolare, il nostro Paese è ai vertici europei nel settore della manifattura e dell’automazione industriale. Da non dimenticare, poi, gli ambiti del customer care, della sicurezza informatica e del monitoraggio delle infrastruttura critiche.

A fronte di queste eccellenze, il gruppo di lavoro del paper commissionato dal Ministero per lo Sviluppo Economico ha individuato anche sei settori su cui l’Italia dovrebbe concentrare i propri investimenti e gli sforzi “evolutivi”. Nello specifico, lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale nel nostro Paese dovrebbe passare da:

  • IOT, manifattura e robotica;
  • Servizi, sanità e finanza;
  • Trasporti, agrifood ed energia;
  • Aerospazio e difesa;
  • Pubblica Amministrazione;
  • Cultura, creatività e digital hmanities.

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