Immuni, al via la sperimentazione in sei regioni (con SMS di allerta)

Da inizio giugno prenderà il via la sperimentazione dell'app di social tracing italiana. Ma ci sono già i primi distinguo

Dopo due mesi circa di attesa, l’app Immuni sembra essere finalmente pronta al debutto. Dopo il rilascio delle API da parte di Google ed Apple che, tra le altre cose, consentiranno di avvisare tutti coloro che sono venuti a contatto con un conagiato, l’app sviluppata dai milanesi di Bending Spoon può considerarsi completata e potrà dunque essere finalmente messa alla prova.

E, a differenza di quanto previsto inizialmente, la fase di sperimentazione dell’app di social tracing avverrà in sei regioni e non solamente in tre . In questo modo si allarga il territorio – e la popolazione – che testerà l’applicazione “commissionata” dal Ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione. O, quanto meno, dovrebbe testarla: Liguria e Friuli Venezia Giulia sembrano volersi sfilare dalla sperimentazione, nonostante la prima sia stata scelta dal Governo come “terreno” di sperimentazione.

Dove verrà testata l’app Immuni

Secondo le prime indiscrezioni, la sperimentazione di Immuni sarebbe dovuta partire il prossimo 5 giugno in Liguria, Abruzzo e Puglia. Ora, però, le cose sembrano essere cambiate e la sperimentazione dovrebbe avvenire in due fasi, che partiranno a distanza di una settimana l’una dall’altra. Da verificare, però, quali saranno i cittadini che, per primi, potranno scaricare l’app di social tracing.

Come accennato, infatti, alcune regioni hanno fatto sentire il proprio disappunto. La giunta ligure, ad esempio, fa sapere che i cittadini liguri non saranno “le cavie del Governo“; il Presidente della Giunta friulana Fedriga, invece, ha ritirato la disponibilità inizialmente mostrata alla sperimentazione dell’app, affermando che “Immuni prevederà non la ricostruzione della catena di contatti dei soggetti risultati positivi, come peraltro richiesto dalla Regione al fine di integrare in modo omogeneo il lavoro oggi svolto manualmente, bensì l’invio di un sms ai cittadini entrati a contatto con un contagiato“. Per questo motivo, il Friuli non vorrebbe più prendere parte alla sperimentazione.

Come verranno avvisate le persone a rischio contagio

Quella che è la “pietra dello scandalo” tra Regione Friuli e Governo rappresenta, invece, il risultato di diversi mesi di lavoro di Google e Apple. I due giganti della Silicon Valley, oltre ad aver realizzato le API per far funzionare le app di social tracing su iOS e Android, hanno infatti realizzato il sistema “Notifiche di esposizione al COVID-19“.

Questo sistema consente di individuare il link epidemiologico di una persona che ha contratto il nuovo Coronavirus e inviare una notifica a tutte le persone con cui è entrata in contatto. In questo modo sarà possibile attivare il protocollo sanitario e verificare lo stato di salute di queste persone.

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