I venture capital sprecano soldi finanziando startup stupide

Finanziare le startup rappresenta un nuovo modo di investire nel settore privato: non sempre però una bella idea è in automatico sinonimo di successo

Il grande sviluppo e la grande richiesta di finanziamenti alle startup ha fatto in modo che molti investitori privati puntassero su di esse per ottenerne importanti profitti una volta che l’azienda si sia consolida sul mercato.
In soccorso delle startup bisognose di denaro è arrivato il venture capital: vale a dire l’apporto di capitale da parte di un investitore al momento dell’avvio o delle prime fasi di vita di un’azienda.
Il venture capital è stato da sempre fondamentale per lo sviluppo dell’economia: si stima che circa la metà delle imprese quotate in borsa a Wall Street abbia beneficiato dell’apporto di capitale da parte di investitori che credevano in un progetto.

Tra le aziende che hanno beneficiato di venture capital vale la pena citare a titolo di esempio alcuni colossi dell’informatica come Apple , Google e Microsoft.
Il nodo cruciale è proprio quello di scegliere correttamente la startup da finanziare: l’allarme è stato lanciato recentemente da analisti ed economisti americani. Negli Stati Uniti, così come in Europa, è accaduto troppe volte che il venture capital fosse investito in carrozzoni senza speranza che in pochi mesi di vita passavano dall’essere la promessa del mercato a chiudere i battenti.

Un esempio recente è stata la startup Powa, passata in pochi mesi da capitalizzazioni mostruose all’amministrazione controllata: gli investitori avevano commesso l’errore di scambiare i potenziali clienti dell’azienda per partner consolidati della stessa, a farne le spese gli oltre 300 dipendenti ed i fornitori della startup.
Il venture capital in questo caso si confronta con il bisogno di finanziamento da parte delle startup, incentivato dalla nascita di decine e decine di piattaforme dedicate al crowdfounding , che spesso porta confusione rendendo il mercato privo di logica.

Da questo apparente caos se ne esce soltanto attraverso la capacità e l’esperienza dei venture: sono proprio gli investitori che dovrebbero essere sempre più in grado di percepire le potenzialità di mercato di una startup, nella consapevolezza che non sempre una buona idea corrisponde ad un business di successo.
Allo stesso modo chi decide di lanciare una startup deve in qualche modo fare i conti con l’ambiente in cui opera e capire che non è soltanto attraverso l’accesso al credito che si ottiene il successo: quest’ultimo è favorito dalle contingenze economiche generali e dalla qualità del sistema economico in cui si opera.

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I venture capital sprecano soldi finanziando startup stupide