Fibra, Open Fiber: 6,5 miliardi di euro per portare internet veloce a casa degli italiani

Al 2023 gran parte dell’Italia sarà cablata

(Teleborsa) Al giorno d’oggi fare a meno di internet è pressoché impensabile e per molti impossibile. Sembrano lontanissimi, infatti, i tempi in cui si viveva senza il supporto della tecnologia che condiziona e regola praticamente ogni aspetto della nostra vita quotidiana. Dai social alle chat, passando per intrattenimento e informazione, infatti, le possibilità e i servizi presenti sulla rete sono in continuo aumento. Risultato? Passiamo sempre più tempo su internet.
Numeri, alla mano, a marzo si sono collegati da qualsiasi tipologia di dispositivo 34,2 milioni di utenti, pari al 62,3% della popolazione a partire dai 2 anni di età, di questi ben 30 milioni sono entrati per quasi un’ora e mezza al giorno dai dispositivi mobili, con una media complessiva di 2 ore e mezza. La forbice degli accessi tra i sessi è risultata sufficientemente equilibrata e a favore delle donne, mentre gli anziani invece risultano sfavoriti, soprattutto nell’uso del mobile. Lo dicono i dati Audiweb.

TUTTI SU INTERNET, MA INTERNET NON E’ UGUALE PER TUTTI – Ma c’è un aspetto da non trascurare: non tutti, infatti, possono fruire di un servizio ottimale. Anzi. I dati Istat di gennaio rivelano che una bella fetta di famiglie italiane, il 30%, non ha ancora la possibilità di accedere ad Internet, o naviga a bassa velocità. Tradotto significa che spesso anche dove è presente una connessione telefonica non sempre c’è una banda sufficiente a navigare.

IL GHEPARDO E LA LUMACA – Una situazione che, di fatto, divide in due il Paese, da un lato Infatti ci sono famiglie che sfrecciano letteralmente su internet mentre altre vanno ancora passo di lumaca. Una situazione in evoluzione destinata a cambiare da qui al prossimo futuro grazie ad una sempre maggior diffusione della fibra ottica nelle case degli italiani che potranno, dunque, connettersi ad altissima velocità.
Il piano di Open Fiber – 6,5 miliardi di euro per portare internet veloce a casa degli italiani. Di questi, 2,7 miliardi serviranno a portare la fibra nelle aree poco redditizie. Sono i numeri dell’investimento di Open Fiber, la società della fibra, co-partecipata da Enel e Cassa depositi e prestiti, nata dopo l’acquisizione di Metroweb.
Al 2023, stando a quanto dichiarato, gran parte dell’Italia sarà cablata.
Il piano industriale al 2027, approvato ad aprile 2018, prevede la copertura di circa 19 milioni di unità immobiliari su tutto il territorio nazionale, con investimenti per oltre 6,5 miliardi di euro. I progetti interesseranno 271 città (cluster A&B) e circa 7 mila comuni italiani (cluster C&D): entro il 2021 saranno cablati 6.753 comuni delle aree a fallimento di mercato ed entro il 2023 almeno 271 città.
6,5 miliardi di euro per portare internet veloce a casa degli italiani – Parlando di numeri e cifre, la società della fibra può contare su un finanziamento da 3,5 miliardi che arriva dalle banche, tra cui Unicredit, SocGen, Bnp Paribas, Crédit Agricole, Caixa e NatWest. Cassa Depositi e Prestiti farà la sua parte con 350-400 milioni e la Bei con 350 milioni. 2 i miliardi che Open Fiber, a detta dell’amministratore delegato Elisabetta Ripa, intende ricavare dai futuri flussi di cassa. Il primo utile dovrebbe arrivare nel 2021.
Open Fiber proverà a scavare il meno possibile: l’intenzione, infatti, è quella di sfruttare l’infrastruttura già esistente per la posa dei cavi di internet superveloce. “Solo il 20% dei chilometri di cavi installati da Open Fiber sono da scavo. Per il 40-50% ci affianchiamo alle reti elettriche, ad esempio all’Enel, per il resto ai cavidotti come quelli di Italgas e alla rete dell’Illuminazione stradale o della stessa Tim”, come ha dichiarato la Ripa in una intervista al Corriere della Sera
4 MILIONI DI CASE CABLATE ENTRO IL 2018 – Ma c’è un altro obiettivo che si è posto Open Fiber: 4 milioni di case cablate con la fibra ottica entro il 2018 che potranno, dunque, accedere a soluzioni di connettività a banda ultralarga. A dare l’annuncio,  Francesco Starace, Amministratore Delegato di Enel, a margine del Forum Ambrosetti in corso a Cernobbio.

La fibra toglie il sonno
– Velocissimi, ma più stanchi. Sembrerebbe, infatti, che la rete Internet veloce porta via con sé 25 minuti di sonno. Lo dice uno studio finanziato dall’European Research Council (Erc) e pubblicato sul Journal of Economic Behavior and Organization. Le persone con una linea Dsl tendono a dormire 25 minuti in meno rispetto a chi non ce l’ha. È molto meno probabile che dormano tra le 7 e le 9 ore, la quantità raccomandata dalla comunità scientifica, e sono meno soddisfatti del loro sonno. Le tentazioni digitali possono ritardare l’orario in cui si va a letto, riducendo la durata del sonno di chi non è in grado di compensare svegliandosi più tardi la mattina”, spiegano i ricercatori.

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