Data center e startup: investimento IBM da 50 mln contro l’anoressia digitale italiana

IBM investe nel Cloud e accelera la trasformazione digitale a favore della digitalizzazione della p.a. e delle imprese nazionali

"L’Italia investe in tecnologia quanto la Grecia e il Portogallo. Non è possibile!" afferma Nicola Ciniero, presidente e amministratore delegato di IBM Italia, nell’intervento a margine di IBM Business Connect, I’evento dedicato al tema della trasformazione digitale, giunto alla sua terza edizione. E la giornata organizzata da Big Blue nella sede milanese di Talent Garden offre il contesto ideale per dare un segnale forte al cambio di rotta che si vuole imprimere allo sviluppo tecnologico del nostro Paese e di conseguenza a quello di tante imprese a esso legate.

Tra gli eventi della convention si distinguono infatti due appuntamenti chiave: l’assegnazione del vincitore di IBM SmartCamp 2015 e l’inaugurazione del nuovo data center cloud alle porte di Milano.

Il progetto che si aggiudica il primo premio tra le quattro finaliste (oltre alla vincitrice, sono arrivate sul palco anche Alleantia, CloudPlugs e Nextome) è quello di Horus Technology, società trentina che sviluppa prodotti e servizi basati su computer vision e machine learning. Il progetto Horus prevede lo sviluppo di un assistente personale indossabile per persone ipovedenti e non vedenti.

La startup vincitrice oltre all’opportunità di entrare in contatto con l’ampia rete di partner, con venture capitalist e operatori di mercato, potrà avvalersi dell’utilizzo gratuito del software per tre anni e grazie alla formula cloud "as a service" ricevere un credito da 1.000 a 10.000 dollari al mese per un anno, per infrastruttura e piattaforma.

Ma l’obiettivo più importante messo a segno a sostegno dell’innovazione è l’inaugurazione del nuovo data center per il cloud, basato su infrastruttura SoftLayer, sul territorio di Cornaredo-Settimo milanese: “Il data center – afferma Nicola Ciniero – rappresenta l’investimento finanziario e tecnologico di una multinazionale che ha fiducia nelle potenzialità del Paese e che vuole favorire l’aggregazione di un intero ecosistema di cui l’innovazione ha bisogno”.

I numeri sono tutti big (oltre che blue): una capienza di 11mila server, una potenza di 2,8 megawatt, ridotte emissioni di CO2 e livello Tier IV, che identifica il livello più alto di garanzia offerta, capace di far fronte a incidenti tecnici gravi senza mai interrompere la disponibilità dei server.
Attualmente sono stati avviati tre edifici dei dieci a disposizione, per un totale di 6.600 metri quadrati di superficie occupata, che fanno del centro un campus all’avanguardia anche per il rispetto di accurati standard ambientali.

Un investimento complessivo di 50 milioni di euro, destinato a favorire la digitalizzazione della pubblica amministrazione e le imprese nazionali, all’insegna del cloud. Una "nuvola" che porta il sereno.

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