Coronavirus, arriva il tampone “fai da te” sperimentato nel Regno Unito

Il ministro della salute britannico ha annunciato la sperimentazione di un nuovo tampone, con risultato in meno di mezz'ora

Che la strategia inizialmente intrapresa dal governo britannico non sia stata una delle migliori sembra essere ormai un fatto appurato. Per diversi giorni, il Premier Boris Johnson e gli esperti sanitari del gabinetto britannico hanno sostenuto che le misure di contenimento adottate dall’Italia e dagli altri Paesi europei fossero inutili, per tornare poi velocemente sui loro passi.

Un cambio di fronte tanto repentino quanto inatteso, e che ha messo non poco in difficoltà il sistema sanitario britannico (l’NHS), alle prese con scarsità di materiale e di dispositivi di protezione individuali. Ora la situazione è tutto sommato sotto controllo, anche se si registrano ancora diverse migliaia di nuovi contagi e qualche centinaio di morti ogni giorno. Una delle ultime misure di controllo e prevenzione, annunciata nella serata di oggi dal ministro della Sanità Matt Hancock, riguarda la sperimentazione di tamponi “fai da te”, che aiuteranno a rilevare più in fretta gli eventuali contagi.

Come funzionano i tamponi “fai da te” britannici

Nel corso della quotidiana conferenza stampa, il ministro britannico ha annunciato che, a breve, partirà la sperimentazione di un nuovo tampone. Grazie a un particolare procedimento chimico, il dispositivo non dovrà essere inviato ad alcun laboratorio di analisi e restituirà il risultato sulla positività o negatività al COVID-19 in meno di mezz’ora.

Un netto passo in avanti rispetto ai tamponi oggi in uso in gran parte del mondo (Italia inclusa) che richiedono diverse ore prima di poter essere “processati”. In questo modo, ha spiegato il ministro Hancock, si spera di porre un freno a uno dei maggiori problemi riguardanti la gestione dell’emergenza, con alcuni pazienti costretti ad attendere anche giorni prima di ricevere l’esito del tampone.

Test sierologico a tappeto

Nel corso della conferenza, il ministro ha anche annunciato che il Regno Unito ha recentemente definito l’accordo per l’acquisto di ulteriori 10 milioni di test sierologici, che consentiranno di “mappare” con maggior precisione la popolazione britannica. In questo modo, infatti, sarà possibile individuare chi ha già sviluppato gli anticorpi e, dunque, è stato in contatto con persone infette e (si spera) ha acquisito l’immunità nei confronti della malattia.

Dai test condotti sinora è stato possibile verificare che il 5% della popolazione (e il 17% dei residenti di Londra) sia stata contagiata dal nuovo Coronavirus, sia manifestandone i sintomi sia restando asintomatica.

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