Come il digitale sta trasformando la sanità italiana ma solo in certe regioni

In Italia cresce la sanità digitale, ma non in tutte le regioni

L’innovazione nel campo digitale sta investendo tutti i settori, compreso quello della sanità.

Digitalizzazione vuol dire poter accedere ai servizi e alle informazioni più velocemente, senza doversi recare ad esempio nella struttura di riferimento e fare la coda. Ma significa anche avere una propria cartella clinica online e poter consultare i referti in qualsiasi momento.

Il fenomeno è in costante crescita sia da parte dei pazienti che dei medici e in questo senso, anche la comunicazione tra loro è diventata più immediata grazie all’utilizzo di app e strumenti digitali. L’85% dei medici di medicina generale utilizza infatti la mail per comunicare con i pazienti, mentre WhatsApp è usato dal 64% di loro per spostare o fissare appuntamenti. Il 23% dei pazienti invece prenota una visita online, mentre solo il 19% paga online.

Buone notizie anche dal fronte della spesa delle strutture sanitarie che nel 2018 ha registrato una delle migliori crescite di sempre. Per quanto riguarda tecnologie e digitale i dati parlano di un +7% nel 2018 a dispetto di un solo +2% relativo al 2017.

Lo scenario è stato fotografato dal rapporto 2019 dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano e che appunto si riferisce a quanto avvenuto lo scorso anno. A fronte di questi passi in avanti tuttavia, c’è una nota un po’ dolente. In Italia non c’è ancora una governance nazionale che regoli la diffusione del digitale in campo sanitario e questo porta a delle conseguenze ben visibili attualmente.

I servizi digitali infatti non sono disponibili per tutti i cittadini, in quanto questi variano in base alla regione italiana a cui si fa riferimento. Non tutti hanno la possibilità di consultare il proprio fascicolo sanitario elettronico o di prenotare e ritirare online i risultati degli esami svolti o anche di beneficiare del sistema di telemedicina domiciliare per i pazienti affetti da patologie croniche.

Una situazione che viene rimarcata anche dal Responsabile scientifico dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, Mariano Corso: “Il digitale sta modificando tutte le fasi della presa in carico del paziente. Ma per sfruttarne appieno le opportunità bisogna ripensare l’organizzazione e la governance del sistema, sviluppare le competenze del personale e rivedere la relazione fra operatori e pazienti in modo da mettere il cittadino al centro dei processi di prevenzione e cura e consentire un migliore e più rapido accesso alle informazioni e ai servizi sanitari”.

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