Calcio e streaming: la Guardia di Finanza oscura questi 114 siti

L'operazione, chiamata "Free Football", ha messo fine a un'attività illecita che coinvolge decine di persone in tutta Italia

Continua la lotta alla pirateria televisiva da parte della Guardia di Finanza. Dopo il sequestro di Zsat, l’impianto di “ripetitori” digitali cui erano collegati migliaia di “Sky pezzotto“, arriva un nuovo sequestro di centinaia di portali che trasmettevano illegalmente partite della Serie A e film in streaming.

Un fenomeno che, purtroppo, trova un seguito sempre più ampio e che mette a rischio la sicurezza economico finanziaria degli operatori di settore, delle squadre di calcio e anche dello Stato. Secondo un’indagine Fapav-Ipsos sono 2 milioni gli utenti italiani con abbonamento a servizi di streaming video illegale, con un danno per gli operatori di settore nell’ordine dei 700 milioni di euro annui.

Ma un danno, piuttosto sostanzioso, c’è anche per l’erario: i vari abbonamenti a Sky, DAZN, Netflix e qualunque altro servizio di streaming multimediale sono comprensivi anche di tasse (IVA, tassazione sugli utili aziendali e così via). Minori introiti per gli operatori del settore si traducono in minori entrate fiscali per lo Stato, provocando un aggravio tutt’altro che trascurabile.

L’operazione, denominata “FreeFootball”, ha portato alla chiusura di 114 siti che consentivano di vedere incontri di calcio (e non solo) e le ultime uscite cinematografiche senza pagare nulla. O, comunque, pagando un abbonamento mensile di gran lunga più economico rispetto agli abbonamenti Sky, DAZN e altre piattaforme di streaming video legali. Il merito è degli uomini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia, che hanno collaborato con i colleghi del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza di Roma.

Il sequestro dei portali arriva al termine di una lunga attività di indagine e monitoraggio dell’attività in Rete, che ha consentito di scoprire le piattaforme di streaming illegali e portare alla loro chiusura. Nei primi giorni di settembre, gli uomini della Polizia e quelli della Guardia di Finanza hanno notificato ai provider telefonici operanti in Italia un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Brescia, ordinando così la chiusura dei portali incriminati.

Portali che, a un’attenta analisi degli esperti informatici della Polizia e della Guardia di Finanza, sono risultati essere delle vere e proprie emittenti televisive operanti online. Ognuno dei siti aveva contenuti in diretta oppure on demand (quindi su richiesta dell’utente), con un palinsesto quotidiano organizzato tematicamente. In questo modo gli utenti del servizio IPTV potevano scegliere in maniera veloce e immediata il programma preferito, accedendo a contenuti protetti da copyright e distribuiti in maniera illegale.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Calcio e streaming: la Guardia di Finanza oscura questi 114 siti