Facebook: chi è Brad Smith, l’uomo che potrebbe sostituire Zuckerberg

Secondo Alex Stamos, ex capo della sicurezza di FB, Zuckerberg dovrebbe pensare a un nuovo CEO, magari Brad Smith, attuale Presidente Microsoft

Alex Stamos, ex capo della sicurezza di Facebook, in un’intervista suggerisce a Zuckerberg di ridimensionare il suo ruolo nell’azienda, rinunciando al ruolo di CEO e indica come possibile sostituto Brad Smith, l’attuale Presidente di Microsoft.

Dopo le dichiarazioni del co-fondatore Chris Hughes, anche Stamos dice la sua sul caso Facebook e, intervistato per il podcast tech Recode Decode di Kara Swisher, suggerisce che per Zuckerberg sarebbe arrivato il momento di ridurre il potere che ha accertato nelle sue mani: “Se fossi in lui, assumerei un nuovo CEO per l’azienda. Ora,dopo l’addio di Chris Cox, (Zuckerberg) sta ricoprendo anche il ruolo di Chief Product Officer, che rappresenta la sua vera grande passione. Dovrebbe quindi dedicarsi interamente a quello, cercando nuovo CEO, dando contemporaneamente un segnale che internamente ed esternamente la cultura dell’azienda ha bisogno di un cambiamento”.
Stamos ha le idee molto chiare su questo e suggerisce un nome in particolare: Brad Smith, l’attuale Presidente e responsabile del dipartimento legale di Microsoft.

Smith fa parte di Microsoft dal 1993, prima all’interno del team Leagl and Corporate Affairs in Europa e poi come vice consigliere e consigliere generale della società, nel 2002. È arrivato a questa carica poco dopo il processo che ha visto l’azienda accusata di monopolizzare il mercato dei PC, mossa dal Governo degli Stati Uniti in relazione allo stretto collegamento tra Internet Explorer e il sistema operativo Microsoft. Per questo, vista la sua esperienza sarebbe l’uomo giusto per dare una mano a Zuckerberg che sta passando attraverso una vicenda simile.
A partire dal 2015 è stato promosso Presidente di Microsoft e Capo del Dipartimento Legale dal CEO Satya Nardella, sostituendo Richard Belluzzo. È attualmente responsabile per gli affari esterni dell’azienda e per la parte legale, oltre ad essere il Chief Compilance Officer, responsabile della correttezza delle procedure aziendali.

Da sempre Smith è anche un grande negoziatore e questo gli ha permesso di gestire egregiamente anche i rapporti con i diversi concorrenti di Microsoft, da AOL Time – Warner a Sun Microsystems fino a Be Inc. e si è sempre dimostrato a favore di risoluzioni che rappresentassero un vantaggio per entrambe le parti.
Ha anche lavorato con la Commissione Europea, sempre in merito a accuse riguardo all’antitrust, ruolo che ancora una volta potrebbe tornare utile anche a Facebook. Ha anche molto a cuore la difesa dei dati degli utenti. A questo proposito, si è speso per la difesa di Apple quando l’FBI ha preteso l’accesso a un iPhone protetto da password.

Oltre a questo è un grande sostenitore dell’integrazione e della diversità sia all’interno di Microsoft n particolare si è speso per la creazione di posti di lavoro destinati alle minoranze, alle donne e per la comunità LGBT, oltre ad essersi messo a disposizione gratuitamente nella difesa degli immigrati negli Stati Uniti.
Nutre un profondo interesse per la filantropia, infatti una delle sue prime azioni come presidente è stata la creazione della Microsoft Philanthopies, fondazione che raccoglie fondi per l’educazione e per le associazioni che si occupano di assister i rifugiati e per Microsoft Azure Cloud, a servizio delle no profit e dei ricercatori.
A livello personale è impegnato anche nella no profit Kids in Need of Defense che ha fondato con Angelina Jolie e fornisce supporto legale gratuito ai minori non accompagnati soggetti a deportazioni nelle 8 maggiori città degli Stati Uniti.
Non è impiegato solamente in Microsoft, ma è stato anche nel board della Princeton University per quattro anni, in quello di Code.org dal 2013 e di Netflix dal 2015.

Stamos lo ritiene particolarmente adatto perché è : “una persona adulta che ha già attraversato queste problematiche (relative all’antitrust)  in un’altra azienda”.
Tra l’altro pare che lo stesso Mark Zuckerberg si sia rivolto a Smith per un consiglio dopo lo scandalo Cambridge Analytica, ma ancora questo cambio di leadership rimane a livello di semplice suggerimento in quanto mancano delle conferme ufficiali da parte di entrambe le parti.

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