Berlino alza il velo su Gaia-X: l’Europa del cloud sfida i big americani e cinesi

Obiettivo dichiarato competere con lo strapotere dei colossi tech come Amazon, Microsoft, Google e Alibaba

E’ ufficialmente partita la corsa alla riconquista della sovranità sulle proprie informazioni.  Una iniziativa che era stata anticipata poco tempo fa dal Ministro dell’Economia tedesco, Peter Altmaier, che aveva espressamente  parlato dell’urgenza di recuperare la “sovranità digitale” della Germania, da realizzarsi attraverso un progetto che consentisse a privati, aziende ed enti pubblici di depositare i propri dati in infrastrutture sotto la giurisdizione UE. 

 

Proprio oggi, martedì 29 ottobre, Berlino alzerà il velo su Gaia-X,  un’infrastruttura cloud tedesca, ed europea, pensata appunto con l’obiettivo dichiarato di affrancarsi dal controllo di giganti statunitensi e cinesi come Amazon, Microsoft, Google e Alibaba, intervenendo a gamba tesa, in questo modo, sul vecchio ma sempre attuale problema della conservazione di grandi moli di dati fino ad oggi risolto “parcheggiando” il gigantesco patrimonio informativo nei caveaux virtuali dei colossi tech americani e cinesi.

 

Tutti i dettagli di un progetto che si annuncia rivoluzionario, saranno rivelati nel corso del “Summit digitale” del governo tedesco in programma a Dortmund, anche se i media tedeschi hanno già iniziato a riportare alcune indiscrezioni dopo aver visionato i documenti. Il progetto – nel quale hanno messo un piedi big come Sap, Deutsche Telekom e Deutsche Bank –  non dovrebbe configurarsi come un data center unico ma una rete fra servizi cloud diversi.  Solo in teoria su scala nazionale visto che si punta, in maniera piuttosto esplicita – ad espanderlo fino a una dimensione europea. 

 

Prima indiziata, senza dubbio, la Francia, anche in considerazione dei buoni rapporti con il Ministro dell’Economia Bruno Le Maire in scia della sua attenzione – più volta ribadita – ad un tema considerato sensibile e attualissimo , anche se il paese sta già lavorando a un suo progetto denominato “Nextcloud”. Alla finestra, però, c’è anche Bruxelles che osserva con molta curiosità e attenzione: proprio la Presidente eletta della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha di recente parlato dell’autonomia strategica e della sovranità digitale, definendoli obiettivi comunitari.  

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