Bancomat e contanti addio: i prossimi pagamenti saranno “wearable”

Tra qualche tempo sarà possibile pagare con gli oggetti che abbiamo addosso

Una volta si pagava solo con i contanti, poi sono arrivate le banche, gli assegni, i bancomat e le carte di credito. E tra poco potrebbero essere soppiantate.

Le persone vogliono una vita sempre più facile, tecnologica e che sia più smart possibile. Uno di questi campi è quello dello shopping: se un tempo bisognava recarsi nel negozio fisico – spesso anche molto distante – adesso ci sono gli shop online. Se si vuole un accessorio che si trova in un luogo distante 500 chilometri, basta un clic sul computer o sullo smartphone. La nascita delle carte di credito, dei bancomat e dei pagamenti online ha rivoluzionato il sistema della compravendita. Portando in molti casi a un elevato abbassamento dei prezzi.

Com’è noto, i confort non bastano mai. Se pagare con il bancomat è una comodità assoluta, il dover cercare il portafoglio nella borsa è spesso sinonimo di scocciatura. Per questo tante persone non vedono l’ora di avere la possibilità di acquistare in sicurezza con un semplice movimento del polso. Sì, perché tra breve sarà possibile pagare tramite orologio (gli smart watch), anelli, figurine e qualsiasi altro oggetto vi venga in mente. Questi sono noti come “pagamenti wearable” e alcuni sono già attivi in Gran Bretagna, soprattutto sui mezzi pubblici. Per quanto riguarda l’Italia, invece, siamo ancora indietro: ma ci sono numerose aziende che vogliono investire nel settore e stanno avviando ricerche per avviare i pagamenti wearable anche nel nostro paese.

C’è chi si chiede se questi pagamenti siano efficaci ma – soprattutto – sicuri. Se con il computer o il cellulare è possibile controllare gli acquisti in tempo reale, difficile è farlo con un orologio o con un anello. A spiegare come funzioneranno questi oggetti in Italia è stato Ivano Asaro dell’Osservatorio Mobile Payment del Politecnico di Milano. «Il wearable ha certamente dei gradi di sicurezza diversi rispetto allo smartphone – ha detto al magazine Wired -soprattutto in oggetti come l’anello o il braccialetto che non sono dotati di uno schermo per visualizzare in tempo reale le informazioni sul pagamento. Spesso però questi oggetti sono integrati con lo smartphone stesso, che quindi permette di ricevere notifiche e informazioni sul pagamento pressoché in tempo reale. Più questi oggetti interagiscono e sono associati allo smartphone, più eventuali rischi vengono mitigati».

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