Perché Apple, Amazon e Google stanno investendo sull’assistenza sanitaria?

Google, Apple, Amazon e Uber stanno ampliandosi sempre di più: l’ultima novità è quella dell’assistenza sanitaria, mercato in cui si stanno imponendo

La popolazione mondiale è sempre più anziana e, di conseguenza, ha bisogno di maggiori cure. Non c’è da stupirsi quindi che colossi mondiali come Google, Apple, Amazon e Uber abbiano fiutato l’affare e deciso d’investire sul settore dell’assistenza sanitaria.

Negli ultimi anni abbiamo visto crescere nuove multinazionali a vista d’occhio: e non stiamo parlando di aziende qualsiasi, ma di società che hanno fiutato ciò di cui le popolazioni hanno realmente bisogno e l’hanno trasformato in realtà. I taxi sono troppo costosi e non danno la possibilità di condividere la tratta con altre persone? Nasce Uber. Andare in giro per la città a fare shopping è sempre più difficile visti i tempi di vita della gente? Ecco Amazon. La tecnologia è ormai una parte fondamentale della vita e vogliamo essere sempre più hi-tech? C’è Apple. Abbiamo bisogno di sapere una cosa al volo? Google it! (eh sì, è diventato anche un modo di dire).

Google, Apple, Amazon e Uber hanno deciso di allargarsi in altri settori, e uno tra i più redditizi sembra essere quello dell’assistenza sanitaria. Il primo ha iniziato a investire nelle startup che fanno ricerca su cancro, lotta all’invecchiamento e genetica, mentre Verily Life Sciences – azienda del gruppo Alphabet, holding cui fa capo Google Inc. – sta iniziando a stilare accordi con compagnie d’assicurazione medica per accedere al trattamento dei dati dei pazienti. Apple sta invece aprendo cliniche private negli Stati Uniti per fornire assistenza sanitaria ai suoi lavoratori. In questo modo l’azienda risparmierebbe sui costi delle assicurazioni mediche – molto alte negli Stati Uniti – e, se la sperimentazione sui dipendenti dovesse dare i suoi frutti, è pronta ad allargare i servizi anche al resto della popolazione. Ma anche Amazon sta puntando su questo mercato: il colosso delle vendite online ha già creato Basic Care, una serie di medicinali low cost acquistabili sul suo sito (per adesso, non in Italia) e punta ad allargarsi ancora di più. Per quanti riguarda Uber, invece, l’azienda è pronta a fornire alle cliniche e agli ospedali servizi di trasporto privato, per rendere più veloce e immediato lo spostamento dei pazienti. Uber Health è già realtà negli Stati Uniti, e l’azienda è chiaramente pronta a espandersi sempre di più in questo settore.

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