Amazon contro gli sciacalli del Coronavirus, il colosso del web a sostegno dei consumatori

Coronavirus, l'epidemia diventa terreno fertile per gli sciacalli: Amazon corre ai ripari

Più di 100 euro per un disinfettante, prodotti per l’igiene della persona e della casa venduti a prezzi esorbitanti, mascherine anti-contagio messe in commercio senza alcuna autorizzazione: l’emergenza Coronavirus – purtroppo – ha aperto la strada allo sciacallaggio senza scrupoli.

Per questo motivo, proprio in questi giorni, Amazon ha annunciato di starsi muovendo per prendere dei provvedimenti contro gli imprenditori (professionisti e improvvisati) che sull’e-commerce hanno tenuto e/o stanno continuando a mantenere comportamenti illeciti.

Amazon annuncia provvedimenti contro gli sciacalli online: coinvolte anche le autorità

Con le città in quarantena e l’ordinanza di non frequentare i posti troppo affollati, l’epidemia COVID-19 ha fatto incrementare gli acquisti online. Questo, come accennato sopra, si è tradotto in un aumento del fatturato per chi opera nel settore, ma ha anche aperto la strada anche a commercianti poco onesti e pronti a guadagnare sulle spalle di chi per ora è impegnato a combattere l’emergenza sanitaria (in Italia e altrove).

Amazon, proprio per evitare speculazioni, ha deciso di correre ai ripari. Venerdì il colosso del web ha annunciato infatti di star studiando dei provvedimenti volti a perseguire gli sciacalli del commercio online, il tutto in collaborazione con le autorità competenti. Chi sfrutta la paura da Coronavirus per vendere oggetti contraffatti o ad un prezzo molto più alto rispetto a quello pre-epidemia sarà dunque punito adeguatamente.

I primi ammonimenti

Amazon ha già fatto sapere, per esempio, di aver rimosso oltre 530 mila prodotti per problemi legati al loro sovrapprezzo e ha anche sospeso 2.500 account di venditori. L’e-commerce, per di più, ha rimosso dalla piattaforma tutte le inserzioni di prodotti descritti come capaci di combattere il Coronavirus senza nessun dato, fatto o certificazione valida a supporto della loro efficacia.

La società americana, comunque, ha rimarcato di essere intenzionata a collaborare con le autorità per far sì che ad ogni comportamento scorretto possa seguire – tutte le volte che è necessario – anche una condanna penale.

Amazon, la politica tariffaria pre e post Coronavirus

Amazon, comunque, ha ricordato che tra le regole che i venditori sono tenuti sempre a rispettare vi è quella relativa alla tariffa equa. Tale politica tariffaria deve essere rispettata da tutti quelli che pubblicano inserzioni sul sito, a maggior ragione oggi che la situazione sta sfuggendo di mano. Normalmente Amazon si serve di processi di revisione automatici e manuali per accertarsi che non vengano imposti prezzi eccessivamente alti su prodotti e spedizioni ma, visto l’evolversi delle cose, è molto probabile che gli stessi vengano potenziati.

Questa non è la prima volta che Amazon si occupa della riduzione dei prezzi, né è l’unico rivenditore online che cerca di impedire ai venditori di sfruttare le paure dei consumatori rispetto a COVID-19. Molti e-commerce stanno rimuovendo dai loro siti tutti gli annunci relativi ai prodotti contro il Coronavirus (o che comunque promettono di essere in grado di proteggere dal contagio). In Italia la Guardia di Finanza ha già provveduto ad effettuare i primi sequestri, che hanno coinvolto soprattutto imprenditori e negozi fisici, e non è escluso che le indagini di spostino online.

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