Allarme emergenza ambientale legato ai Bitcoin

Produrre Bitcoin ha un alto dispendio energetico che può causare problemi all'ambiente, lo studio

Allarme ambientale per colpa dei bitcoin? È quanto emerge da un’analisi condotta da Alex de Vries e pubblicata sul periodico “Joule”.

Produrre criptomoneta consuma tanta energia. Ma non solo: all’orizzonte si profilano costi aggiuntivi e rischi informatici.

L’economista ed esperto di blockchain ha affermato che il processo per creare moneta virtuale ad oggi consuma circa 2,55 gigawatt di elettricità. Cifra che entro la fine dell’anno potrebbe aumentare fino a 7,67 gigawatt. Numeri che tradotti in termini di consumo elettrico globale arriva a una percentuale pari a circa lo 0,5 per cento. Per capirci meglio quasi quanto uno stato delle dimensioni dell’Austria. Percentuale destinata a salire al 5 per cento in giornate particolarmente produttive.

Che il mining, processo attraverso il quale si creano bitcoin, avesse necessità di un grande dispendio energetico è cosa risaputa. Infatti la produzione necessita di elaborati calcoli matematici e processi che hanno bisogno di computer potenti. Per completare tutti i gli step alla base della creazione di criptovaluta servono grandi quantità di energia.

Alla problematica ambientale, si somma quella economica. Infatti se il consumo di energia andrà espandendosi così tanto e in così breve tempo, significa che aumenteranno le spese di chi si occupa di “estrarre moneta”. Questione, quest’ultima, che può essere superata. Infatti se aumenterà il prezzo del bitcoin e sarà superiore alle spese, chi mina le criptovalute continuerà ad avere dei guadagni.

Dispendio energetico e costo, quindi sono due problematiche importanti da valutare nel mondo della cripromoneta.  Ma si può superare questo impasse energetico? Secondo de Vires sì, nel futuro si potrebbe optare per soluzioni che permettano di risparmiare sui consumi, con transazioni più snelle e semplici.

Da non dimenticare un altro problema, infatti con costi maggiori per il consumo di energia, nasce il rischio di attacchi informatici. Potrebbe, infatti, accadere che computer e smartphone vengano violati e usati per l’attività di mining senza che gli utenti ne siano a conoscenza. Ma non mancano le buone notizie, infatti stanno prendendo piede iniziative che cercano di promuovere la moneta virtuale in un’ottica green. In Moldavia, infatti, è nato un bitcoin a energia solare, che potrebbe aiutare a sopperire alla problematica energetica e ambientale.

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