5G, asse Gb-USA: Johnson pronto a bandire Huawei

La svolta dopo le sanzioni USA, replica stizzita del colosso cinese: "Londra si fa dettare politica da Trump"

Mossa a sorpresa del Regno Unito che sarebbe pronto a bandire l’uso della tecnologia cinese Huawei nella sua rete 5G già quest’anno per motivi di sicurezza. una vera e propria inversione a U del Premier Boris Johnson, che a gennaio aveva consentito al colosso orientale delle telecomunicazioni di svolgere un ruolo limitato nella nuova rete mobile britannica, sfidando le pressioni degli Stati Uniti per far fuori la società di Pechino.

Lo rivelano diversi media britannici, tra cui il Telegraph che precisa come l’agenzia governativa che si occupa di comunicazione e intelligence, la Gchq, abbia riconsiderato la garanzia fornita a suo tempo sulla sicurezza delle tecnologie del colosso cinese.

Al momento, nessun commento nè smentita dal Governo, ma secondo la stampa inglese a far cambiare rotta al governo di Londra sarebbero state le sanzioni USA contro Huawei che, impedendo alla società l’utilizzo di tecnologie basate su brevetti americani, costringeranno l’azienda a utilizzare tecnologia cinese.

Le nuove sanzioni statunitensi su Huawei – scrive il Telegraph citando le conclusioni del rapporto – costringeranno l’azienda a utilizzare tecnologia “non affidabile” che potrebbe rendere impossibile il controllo del rischio.

Non si è fatta attendere la replica piccata del responsabile dei media internazionali di Huawei a Londra, Paul Harrison ha risposto in una serie di tweet “La politica del Regno Unito è dettata dall’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump? . “Gli Usa – si chiede Harrison – non dovrebbero rispettare un Regno Unito che nell’era post Brexit è in grado di scegliere la propria strategia sulle telecomunicazioni?”.

Intanto, cattive notizie per Boris Johnson. A poco più di 6 mesi dalle elezioni di dicembre che gli hanno consegnato una delle più ampie maggioranze parlamentari, a complicare i suoi piani ci ha pensato il doppio mix letale Covid-Brexit con effetti nefasti sulla sua popolarità.

In particolare secondo l’agenzia YouGov, a marzo, il 72 percento degli intervistati aveva dichiarato di essere più che soddisfatto di come il Governo britannico stava gestendo bene la crisi. A distanza di mesi, le cose sono decisamente cambiate e solo il 43% degli intervistata approva la risposta del Governo.

Se la passano decisamente meglio i suoi colleghi. Nonostante l’Europa sia stata uno dei continenti più colpiti dal virus, la popolarità di molti leader europei – Conte in testa –  è cresciuta durante il periodo di confinamento imposto per contenere la pandemia.

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