Zone gialle, l'”eccezione” Piemonte: riapre tutto ma non la scuola

Da domenica 13 dicembre il Piemonte è in zona gialla e scattano le stesse regole in vigore per tutte le zone gialle nel resto d'Italia, ma con un'eccezione importantissima

Da domenica 13 dicembre il Piemonte è in zona gialla, come Basilicata, Calabria e Lombardia, che abbandonano tutte la zona arancione e vengono promosse, perché migliora la curva dei contagi Covid a livello regionale.

“Si tratta di un risultato importante – ha dichiarato il presidente della Regione Alberto Cirio – perché tante attività possono ripartire, ma dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione in tutti i nostri comportamenti. Non possiamo vanificare i tanti sacrifici fatti finora”.

Anche in Piemonte, dunque, scattano le stesse regole in vigore per tutte le zone gialle nel resto d’Italia, ma con un’eccezione importantissima, che penalizza ancora una volta i più giovani, e meno tutelati, di questa pandemia.

Piemonte, nessuna novità per la scuola

I ragazzi delle seconde e terze medie, a differenza di quanto accade nelle altre zone gialle, non rientrano infatti a scuola: si continua con la tanto criticata DAD, che secondo tante voci esperte provenienti dal mondo della scuola diventa sempre più problematica.

Il presidente della Regione Alberto Cirio ha emanato il 28 novembre un’ordinanza che dispone fino a mercoledì 23 dicembre 2020 il ricorso alla didattica digitale a distanza nelle classi seconde e terze medie statali e paritarie.

“Una scelta dolorosa ma necessaria”, l’ha giudicata Cirio, in quanto “riaprire la scuola non è una priorità: è la priorità. E proprio per questo è fondamentale farlo in sicurezza, per non rischiare di dover richiudere fra un mese”.

Fino al 23 dicembre sarà comunque possibile svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi “l’effettiva inclusione scolastica” degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli altri alunni della classe interessata.

Cirio ha anche annunciato che con l’Ufficio scolastico regionale verrà modificato il calendario scolastico, in modo da recuperare i giorni persi in presenza.

Cosa dicono i numeri dei contagi a scuola in Piemonte

A sostenere questa decisione, ha spiegato Cirio, sono stati i numeri dei contagi a scuola in Piemonte: dall’apertura dell’anno scolastico il contagio in età scolare ha avuto un rapido incremento che ha toccato il picco massimo a fine ottobre, con una crescita che è stata esponenziale in particolare dagli 11 ai 18 anni e più graduale e contenuta fino ai 10 anni.

Dall’introduzione della didattica a distanza la curva ha invertito la tendenza, evidenziando l’inizio di una fase in discesa: dal 26 ottobre (inizio della didattica a distanza alle superiori) al 22 novembre (settimana del Report che ha portato il Piemonte in zona arancione) i casi di positività nelle fasce 11-13 e 14-18 anni si sono dimezzati, passando da 483 a 218 (ogni 100.000) nella età scolare delle medie e da 570 a 297 in quella legata alle scuole superiori.

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