Zone gialle, arancioni e rosse: i nuovi colori delle Regioni (mentre gli impianti di sci richiudono)

Mentre l'Italia cambia di nuovo colore, Speranza stoppa di nuovo lo sci, almeno fino alla scadenza del Dpcm 14 gennaio, e cioè fino al 5 marzo

Mentre l’Italia cambia di nuovo colore, Roberto Speranza stoppa di nuovo lo sci. Il ministro della Salute ha firmato un nuovo provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino alla data naturale di scadenza del Dpcm 14 gennaio 2021, e cioè fino al 5 marzo, poi si vedrà.

Sci di nuovo fermo

Il provvedimento, ha spiegato il ministro, tiene conto dei più recenti dati epidemiologici comunicati venerdì 12 febbraio dall’Istituto Superiore di Sanità (qui tutti gli indici Rt Regione per Regione).

A preoccupare gli esperti sono soprattutto le varianti Covid, quella inglese soprattutto (la VOC B.1.1.7), caratterizzata da una maggiore trasmissibilità, che rappresenta in Italia una percentuale media del 17,8% sul numero totale dei contagi. Nei prossimi mesi, gli scienziati ipotizzano che arriverà ad essere il ceppo prevalente di Coronavirus in Italia se non verrà invertita questa tendenza.

Il Comitato Tecnico Scientifico, con specifico riferimento alla riapertura degli impianti sciistici nelle Regioni inserite nelle zone gialle, ha detto che “allo stato attuale non appaiono sussistenti le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive vigenti, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale”.

Lo stesso Comitato soltanto dieci giorni fa, il 4 febbraio, aveva stabilito che in zona gialla da lunedì 15 si sarebbe potuto sciare. Su queste direttive diverse Regioni, tra cui il Piemonte, si sono mosse.

Cirio “allibito”, Piemonte in crisi

I governatori sono furiosi. Il presidente del Piemonte Alberto Cirio si è detto “allibito”. “Mi chiedo – ha commentato sui social – se non fosse il caso di fare queste valutazioni prima, invece di aspettare la domenica sera. È una mancanza di rispetto inaccettabile da parte dello Stato che dovrebbe garantire i suoi cittadini, non vessarli”.

Imprese che hanno già perso un intero anno di fatturato, “messe in ginocchio dalla pandemia e che hanno usato gli ultimi risparmi, ammesso di averli ancora, per anticipare le spese necessarie alla riapertura. In questi giorni è stato assunto personale, sono state battute le piste, pre-venduti i biglietti e prese le prenotazioni. Come si può pensare di cambiare idea la sera prima? I palazzi romani sono ancora sulla terra o si sono trasferiti su un altro pianeta?”.

Chi pagherà i danni? Cirio ha deciso di attivarsi immediatamente per quantificarli e ha già convocato per domani lunedì 15 una giunta straordinaria. “Mi aspetto che chi ha preso questa decisione in questo modo, a poche ore dalla riapertura, si faccia carico anche delle conseguenze economiche. Di certo se questo è il modo con cui il nuovo Governo pensa di sostenere le nostre imprese e i nostri cittadini, c’è da preoccuparsi fortemente”.

Il nuovo Governo guidato da Mario Draghi ha fatto sapere di impegnarsi a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori.

La strategia anti-Covid di Ricciardi in 3 mosse

Il consigliere del ministro Speranza Walter Ricciardi da sempre sconsigliava la ripresa dello sci. “La pandemia è un evento che dura anni, da ottobre sappiamo che gli impianti sciistici non possono essere aperti” ha spiegato a Che Tempo Che Fa. Il Paese che ha fatto entrare la variante inglese in Europa è la Svizzera, “dove sono andati a sciare gli inglesi, negli impianti che sono stati tenuti pervicacemente aperti. Una maestra è tornata a scuola e ha infettato tutti i suoi allievi, da lì la variante si è sparsa nelle scuole svizzere” ha spiegato.

Gli esperti invocano un nuovo lockdown nazionale, per riportare i contagi a livelli accettabili e scongiurare nuove ondate, più gravi, causate proprio dalle varianti. Contro il Coronavirus serve una strategia che preveda anche il lockdown, ha ribadito ancora una volta Ricciardi. Speranza “credo sia convinto di avviare questa nuova fase. Ci siamo parlati, non si è pronunciato perché sono decisioni che deve prendere il governo e il presidente del Consiglio”. “Sicuramente siamo sulla linea” che prevede di “passare a questa fase. Speriamo che il governo l’appoggi”.

Ricciardi spera che Draghi recepisca e vada in questa direzione, “questo ci consentirà di tornare alla normalità in mesi, non in anni”. E resta convinto che serva un netto cambio di rotta nella gestione dell’emergenza Covid in Italia, imperniata su 3 pilastri: lockdown intensivo e limitato nel tempo per portare i nuovi casi sotto il limite di 50 per 100mila, tracciamento e vaccinazione a tappeto. “Solo con queste tre attività insieme potremo tornare alla normalità”.

Perché bisogna richiudere tutto? “Perché salva vite. Nei Paesi che hanno eliminato il Covid la mortalità è 100 volte inferiore, a quel punto non si fanno più lockdown e non si chiudono più le scuole. Elimini l’influenza, i cittadini si spostano liberamente e si può incentivare il turismo. Bisogna convincere la popolazione e gli operatori economici, serve un sacrificio adesso per tornare a prosperare in futuro”.

Motivo per cui Ricciardi boccia il sistema a zone: “Nella zona rossa i casi diminuiscono, nella zona arancione restano stabili e in quella gialla aumentano. Sono stato al ristorante domenica scorsa, ho chiesto una saletta riservata. Ma se nella sala principale ci fosse stato un solo superdiffusore di variante inglese, si sarebbero infettati tutti”.

I nuovi colori delle Regioni

La decisione di Speranza di chiudere ancora una volta gli impianti di sci arriva proprio nella domenica di cambio colore, ormai consueto. Sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di regia (qui i dati delle Regioni e quelle che rischiano di più), la nuova ordinanza in vigore da oggi domenica 14 febbraio prevede:

  • conferma della zona arancione per l’Umbria: le misure stabilite con l’ordinanza del 16 gennaio continuano ad applicarsi per ulteriori 15 giorni a partire dal 15 febbraio 2021
  • conferma della zona arancione anche per la Provincia autonoma di Bolzano: le misure dell’ordinanza del 29 gennaio continuano ad applicarsi per ulteriori 15 giorni a partire dal 15 febbraio
  • passano in zona arancione le Regioni:
    – Abruzzo
    – Liguria
    – Provincia Autonoma di Trento
    – Toscana.

Complessivamente, quindi, la ripartizione delle Regioni tra zone gialle, arancioni e rosse a partire dal 14 febbraio è questa:

  • zona gialla: Calabria, Campania, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia (da lunedì 15 febbraio), Valle d’Aosta, Veneto;
  • zona arancione: Abruzzo, Liguria, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Toscana, Umbria.
  • zona rossa: nessuna Regione.

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