Cosa cambia in zona rossa e quando arriva il picco della terza ondata

I contagi di Covid-19 in Italia potrebbero raggiungere i 40mila al giorno. Ecco cosa aspettarsi per le prossime settimane e cosa succede adesso

Mentre arrivano come un fulmine a ciel sereno le notizie dei problemi legati al vaccino AstraZeneca, che potrebbe seriamente compromettere l’accelerazione attesa della campagna vaccinale, il picco della terza ondata arriverà, molto probabilmente, a fine marzo.

Quando finirà la terza ondata

I casi di Covid-19 in Italia potrebbero raggiungere i 40mila al giorno. Dato che, a ben guardare, era già chiaramente visibile da settimane, perché a partire dalla seconda metà di febbraio la curva era già tornata a salire e, di fatto, alcune zone tornavano gialle quando la curva regionale aveva ricominciato ad alzarsi. Questo a causa del cambi di colore legato a dati vecchi di almeno 10 giorni, meccanismo la cui ratio, a questo punto della pandemia, si fatica a comprendere.

Siamo in piena terza ondata, che possiamo anche considerare come “un forte rigurgito della seconda”, spiega il noto virologo Fabrizio Pregliasco. “Questa fase è iniziata intorno al 20 di febbraio e andrà avanti, presumibilmente, fino a fine marzo”. Il picco è atteso tra il 20 e il 22 marzo, anche se le date potrebbero variare sulla base delle restrizioni che vengono adottate.

Analizzando i modelli matematici studiati e raccolti in questo anno di Coronavirus, un’ondata dura all’incirca 40 giorni. Ma questo non significa tornare a tirare subito un sospiro di sollievo. Secondo i modelli utilizzati dagli scienziati italiani, il numero di vittime inizierà a scendere solo a partire dalla fine di aprile. Per il ritorno a una pseudo normalità, gli esperti sono convinti che ci vorranno almeno ancora 7-15 mesi.

Italia verso il baratro della zona rossa

Intanto, oggi finalmente il Governo deciderà le nuove restrizioni per arginare, ancora una volta, il Covid e mettere un freno alle varianti che in poche settimane hanno ridisegnato il volto della pandemia in Italia, facendo ripiombare il nostro Paese in scenari che speravamo di non dover più affrontare. Quella inglese, dice uno studio, oltre ad essere più contagiosa potrebbe essere due volte più letale.

Si attende un decreto legge nonostante non ci sia stata alcuna cabina di regia tra il premier Mario Draghi e le forze di maggioranza. Il Consiglio dei ministri si riunirà dopo un incontro informale tra l’esecutivo, le Regioni, le Province e i Comuni. Pare certa la conferma del meccanismo automatico che farà scattare la zona rossa al superamento della soglia di 250 contagi ogni 100mila abitanti.

Sul resto, l’ipotesi è zona rossa in tutta Italia nei weekend e in zona gialla la versione rafforzata, quella cioè che vieta gli spostamenti fuori Regione. Con un punto praticamente fermo: Pasqua la passeremo quasi sicuramente in zona rossa, tutti.

Cosa cambia in zona rossa

Intanto dal prossimo lunedì 15 marzo, a prescindere dalle scelte del Governo, più della metà delle Regioni torneranno in zona rossa. Quasi tutta Italia, fatta eccezione per Sardegna e Sicilia, sarà dunque rossa o arancione. Cosa cambia? Ecco le regole.

Spostamenti in zona rossa

  • vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori in zona rossa nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute
    consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
  • consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita
  • il transito sui territori in zona rossa è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi del presente decreto.

Scuola in zona rossa

  • sospese le attività dei servizi educativi dell’infanzia e le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado si svolgono esclusivamente con modalità a distanza
  • possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Attività commerciali in zona rossa

  • sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, sia negli esercizi di vicinato sia nelle medie e grandi strutture di vendita, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività e ferme restando le chiusure nei giorni festivi e prefestivi
  • chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici
  • aperte edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie
  • chiusi i servizi alla persona: parrucchieri, barbieri ed estetisti.

Bar e ristoranti in zona rossa

  • sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio
  • consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano alloggiati
  • consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto
  • consentita fino alle ore 22:00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze
    per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dal codice ATECO 56.3 l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18:00
  • aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli ospedali, negli aeroporti, nei porti e negli interporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Attività motoria e sportiva in zona rossa

  • tutte le attività sportive, anche se svolte nei centri sportivi all’aperto, sono sospese
  • sospesi tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva
  • consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione purché comunque nel rispetto della distanza di almeno 1 metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, cioè mascherina
  • consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale.

Musei, istituti di cultura, spettacoli, biblioteche in zona rossa

  • sospesi le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, ad eccezione delle biblioteche, dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione, e degli archivi
  • sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto.

Smart working per la PA in zona rossa

  • i datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell’emergenza
  • il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in smart working.

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