Variante Delta, torna la zona rossa in Italia: rischio alto in due regioni

Come già fatto per tentare di fermare la diffusione della variante Gamma, alcuni comuni e alcune province potrebbero vedere limitazioni alla circolazione e la chiusura di alcune attività

Si torna a parlare di zona rossa in Italia. Nonostante l’intero territorio nazionale rientri in zona bianca dal 28 giugno, con la caduta definitiva del coprifuoco e dell’obbligo di usare la mascherina all’aperto, alcuni territori potrebbero rivivere l’incubo delle limitazioni alla circolazione e la chiusura di alcune attività.

Dietro la reintroduzione di misure anti Covid c’è la diffusione della variante Delta e della variante Delta plus, già segnalata in 85 Paesi, compreso il nostro.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già messo in guardia i governi nazionali. Il ceppo, precedentemente noto come variante indiana, è più contagioso di quello Alfa, che ha spodestato la versione non mutata del Sars-Cov-2 ed è diventato dominante proprio per la sua maggiore trasmissibilità.

Variante Delta, torna la zona rossa in Italia: il piano Umbria

L’Istituto Superiore di Sanità ha rivelato che nel giro di poco più di un mese le infezioni da variante Delta sarebbero passata dall’1% stimato di maggio, al 16,8% di giugno.

Il dato potrà essere riscontrato solo con una riattivazione del tracciamento dei contatti e con il sequenziamento dei tamponi risultati positivi, ma è plausibile che si tratti di una stima al ribasso, con il ceppo indiano già molto più diffuso tra la popolazione.

Il basso numero degli attualmente positivi starebbe per ora frenando la circolazione in Italia del virus mutato, ma con l’emergere di nuovi focolai potremmo assistere a un rapido aumento di contagi, come sta già avvenendo nel Regno Unito e in Israele.

Il Comitato Tecnico Scientifico sarebbe già pronto a fare fronte ai cluster di variante Delta. Lo ha rivelato il coordinatore Franco Locatelli, presidente anche del Consiglio Superiore di Sanità.

La strategia sarebbe la stessa usata in Umbria per la variante Gamma, ovvero la brasiliana, nota anche come P.1, lo scorso febbraio. A fronte di un aumento record di infezioni, con un ricovero per Covid ogni ora, la decisione fu quella di istituire la zona rossa rafforzata per diversi comuni, localizzati in particolare in provincia di Perugia.

Variante Delta, torna la zona rossa in Italia: cosa ha detto Speranza

L’ipotesi, di cui hanno parlato anche diversi esperti negli ultimi giorni ha trovato conferma anche nelle parole di Roberto Speranza, che negli ultimi giorni ha espresso preoccupazione per la variante Delta.

Il ministro della Salute, tuttavia, ha sottolineato come le misure finora prese per limitarne la diffusione, ovvero il divieto d’accesso dai Paesi ad alta diffusione come l’India e la quarantena per il Regno Unito, siano adeguate al contesto. Qualora i dati dovessero peggiorare, sarà però necessario prendere altre misure.

La buona notizia è che per gli esperti un’eventuale prossima ondata di Covid sarà molto meno disastrosa della prima. Nel Regno Unito, ad esempio, nonostante l’aumento record di contagi e ospedalizzazioni, il dato delle vittime è rimato stabile.

Questo, per gli esperti, dimostra che non devono temere la variante Delta i Paesi dove sono stati effettuati più vaccini e la popolazione è immunizzata con due dosi.

E proprio per questo sarà necessario premere l’acceleratore sulla campagna vaccinale in Italia, al fine di completare il ciclo per tutti i pazienti over 50. Una dose infatti non proteggerebbe dai rischi della variante Delta.

Variante Delta, torna la zona rossa in Italia in Molise e Campania?

Preoccupa in particolar modo la situazione della Campania, dove in poche ore sono stati contati 44 contagi a Torre del Greco, di cui almeno 27 alla variante Delta, che vanno ad aggiungersi agli altrettanti rilevati in tutta la regione.

Anche per questo il governatore Vincenzo De Luca ha disposto una nuova ordinanza che pone una stretta sulla movida e impone l’obbligo di usare la mascherina all’aperto in determinati luoghi, come i centri delle città e i lungomari.

È ipotizzabile pensare che se dovesse essere confermato il legame tra i nuovi contagi e la variante Delta, come si teme, e se non dovesse bastare il tracciamento, potrebbero presto essere istituite nuove zone rosse in Campania.

Nessun territorio può tuttavia abbassare la guardia, e in caso di focolai fuori controllo qualsiasi comune d’Italia potrebbe subire le limitazioni alla circolazione e le chiusure. A livello regionale, è il Molise a destare preoccupazione per il dato che riguarda l’indice Rt, unica regione a rischio moderato.

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