Zona rossa, arancione o gialla: gli scenari possibili dopo il 7 gennaio

Cosa succederà dopo l'Epifania? Al momento di certo c'è solo che dopo le festività è previsto il ritorno alla divisione delle Regioni per colore, ma come non si sa

AGGIORNAMENTO: Al termine del Consiglio dei ministri di lunedì 4 gennaio 2021 il Governo ha adottato la bozza del decreto che stabilisce nuove regole dopo l’Epifania. Vi rimandiamo qui per il calendario aggiornato e l’articolo di approfondimento.

Mentre il Governo trema per via dei tanti scossoni incassati, dentro e fuori la maggioranza (da Renzi che punta a Draghi premier alla Meloni che rilancia la raccolta firme “Sfiduciamo il Governo”), il tema che divide gli animi di Palazzo Chigi adesso è cosa succederà dopo l’Epifania.

Le misure contenute nel decreto Natale scadono proprio mercoledì 6 gennaio, anche se il precedente Dpcm 3 dicembre, rimasto in vigore, aveva fissato delle regole fino al 15 gennaio. Al momento di certo c’è solo che dopo le festività è previsto il ritorno alla divisione delle Regioni per colore, cioè tra zona rossa, arancione e gialla.

Gli scenari possibili dopo il 7 gennaio

Tuttavia, potrebbero essere modificati i criteri di valutazione per l’adozione di regole più o meno restrittive. Ad oggi la situazione in Italia non è per nulla rosea. I contagi Covid tornano a crescere, e la curva dei positivi risale per la terza settimana consecutiva, con un indice Rt a 0,93, come dimostra l’ultimo report Iss. Ieri, in particolare, sono stati registrati 11.831 contagi su 67.174 tamponi eseguiti: l’indice di positività è salito al 17,6%.

Il premier Giuseppe Conte è impegnato in queste ore con i capidelegazione della maggioranza per un confronto sull’emergenza Covid. Al 7 gennaio tutte le Regioni dovrebbero, secondo i parametri attuali, essere considerate gialle.

Gli scenari possibili sono al momento sarebbero due:

  • rivedere i criteri relativi all’Rt, in modo da far finire in zona arancione o rossa Regioni che ora non lo diventerebbero, uno su tutti il Veneto, che per una serie di parametri incrociati, nonostante la situazione difficoltosa, è rimasto in zona gialla. Oggi la zona arancione scatta con Rt pari o superiore a 1,25, quella rossa a 1,5: potrebbero diventare rispettivamente 1 e 1,25;
  • il secondo scenario vorrebbe una nuova stretta su tutto il territorio nazionale, come a Natale e Capodanno: zone rosse nei fine settimana in tutta Italia. E per gli altri giorni si starebbe cercando di capire come limitare di più la circolazione intercomunale e interregionale.

Nuovo Dpcm in arrivo sì o no?

Come arrivarci? La linea dura dei ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia, sostenuti dal capodelegazione del Pd Dario Franceschini e molte frange del M5s, vedrebbe il varo di nuove misure senza aspettare che si esaurisca l’ultimo Dpcm il 15 gennaio.

Il Governo potrebbe emanare quindi un’ordinanza-ponte per la riformulazione del meccanismo Rt: poi questa ordinanza finirebbe in un successivo decreto. Oppure, si potrebbe anticipare direttamente un nuovo Dpcm che vedrebbe la luce entro il 7 gennaio.

Il nodo scuola

Oltre alle nuove eventuali misure da adottare a partire dal 7 gennaio, c’è da capire cosa succederà alla scuola: gli studenti delle superiori rientreranno al 50% in classe dopo mesi di Dad?

Ancora nulla è certo, a questo punto. Il parere degli esperti virologi, da Galli a Ricciardi, è chiaro: riaprire tutte le scuole porterà alla terza ondata, senza dubbio.

Al momento solo la Puglia del governatore Emiliano ha fatto sapere che lascerà decidere le famiglie: chi ha paura dei contagi può proseguire con le lezioni a distanza. In Gran Bretagna, Boris Johnson ha deciso per la linea dura: anche i bambini delle scuole elementari rimarranno a casa.

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